venerdì 27 maggio ore 20,00

Uomini proibiti

 

di Angelita Fiore, 2015, 72'

 

Uomini Proibiti non è un film d’inchiesta, sensazionalistico, alla ricerca di scoop. Tutt’altro, questo documentario nasce dalla volontà di dare voce a chi da sempre è costretto a vivere in silenzio, penetrando nell’intimo dei sentimenti umani e rendendo visivamente tangibili quei singoli gesti e situazioni sentimentali che, a differenza di quanto possano vivere le altre coppie, qui sono sfiorati dal peccato, crescono nella segretezza e sprofondano nei sensi di colpa. Proprio per questo, fin dall’inizio, ho immaginato un film molto delicato, in grado di accompagnare i personaggi in un percorso intimo e incerto. L’amore tra una donna e un prete, infatti, mette in gioco una serie di problematiche non solo emotive, ma anche istituzionali poiché la Chiesa, tutt’oggi, non è intenzionata a rivedere la regola del celibato e ad aprirsi ai preti sposati.

Il documentario entrerà nell’intimo di queste storie vissute all’ombra del Vaticano, che si è sempre opposto duramente alle richieste di abolizione dell’obbligo celibatario fino all’arrivo di Papa Francesco, che ha lasciato intendere una possibile apertura della Chiesa in merito a questa materia, anche se tutt’oggi nulla è cambiato dal Concilio Vaticano II.

 

Proprio per questo in tutto il mondo (Brasile, Canada, Germania, Francia, Austria, Gran Bretagna) sono nate associazioni di preti sposati, di donne dei preti e di recente anche dei figli dei preti, che si stanno mobilitando in materia di diritti umani rivolgendosi non solo al Vaticano, ma anche alle Nazioni Unite (ONU) per ottenere la libertà e il diritto di sposarsi, di farsi una famiglia, di avere dei figli e di “lavorare” esercitando il loro ruolo di preti, vescovi e suore.

 

I protagonisti di Uomini Proibiti  (Forbiddenmen) sono a stretto contatto con queste associazioni e sostengono il movimento internazionale di riforma e libertà, un movimento che non ha solo membri appartenenti al mondo ecclesiastico, ma anche persone laiche o che frequentano le parrocchie come semplici fedeli.

Note di regia

“Un giorno mi sono imbattuta in dei dipinti e opere d’arte a tema religioso, ma che rappresentavano scene erotiche e che mettevano in mostra i dettagli di genitali maschili... La stranezza del fenomeno mi colpì, rimanendo nel fondo del mio intelletto in modo attivo: iniziai a pensare a tutte le mie amiche provenienti da famiglie cattoliche che avevano problemi con la sessualità. A quel punto i due fatti (le rivelazioni delle mie amiche e le scoperte fatte in ambito storico artistico) s’incontrarono dentro di me e compresi il radicale rifiuto che molti si portano dentro da sempre per una mentalità che non accetta il piacere, che lo rifugge temendolo, privilegiando il sacrificio e considerando la carnalità come qualcosa di deteriore”.

Credits

ANGELITA FIORE regia

Angelita Fiore, dopo la laurea in cinema, consegue il titolo di dottore di ricerca in Studi Teatrali e Cinematografici presso il Dipartimento di Musica e Spettacolo di Bologna. Lavora come documentarista e critico cinematografico, i suoi saggi sono pubblicati in libri sul cinema e in riviste specializzate. Nel 2008 cura lo speciale di “Cinergie” sulla distribuzione del cinema documentario italiano e da vari anni collabora con alcuni Festival italiani del documentario come selezionatrice o in giuria. Tra i suoi lavori recenti si ricordano Life in Art Art in Life, Mutatis Mutandis, Il nodo di Sylvie e Not 1 reason.

 

ROBERTA BARBONI produzione

Roberta Barboni, nata a Chieti, vive e lavora a Bologna, dove dal 1987 si occupa di organizzazione e produzione cinematografica, pubblicitaria e aiuto regia fondando nel 1988 la Wonderfilm, agenzia pioniera per il service per la produzione cinematografica sul territorio. Ha seguito le location e curato l’organizzazione e la produzione di film quali: History of Food per Gruppe 5 Film 2014, Mast. Arts, experience, and technology, 2013, Gallery Mast for Mia Art, 2014, Ken Follett’s journey during the Dark Ages, per Story House Production 2012, Superstructures II, per Gruppe 5 Film 2012, Water show Bella Italia, di Walter Korth Production, 2012, La Certosa di Parma, di Cinzia Th Torrini, 2011.

 

MAXMAN produzione

Maxman Coop nasce nel gennaio del 1993 dall’unione di alcuni liberi professionisti operanti nel settore cinematografico. Dal 1998 la cooperativa opera come service e cura la produzione esecutiva per diverse e importanti case di produzione nazionali, integrando l'attività di produzione e post-produzione di lungometraggi, cortometraggi, documentari. Nel 2012 riceve il Premio Nazionale di Letteratura e Impegno Civile Paolo Volponi: Premio “Cultura e impresa”, come esempio virtuoso di grande capacità artistiche e professionali nel campo del cinema italiano, nella produzione di lungometraggi, documentari, pubblicità e videoclip, di riconosciuta fama nazionale…”. Tra i suoi lavori recenti si ricordano La Neve nera - Luigi Di Ruscio a Oslo, un italiano all'inferno, di Paolo Marzoni e Angelo Ferracuti, (63') 2014, Altrimenti io parlo, di Cristian Cappucci, (117') 2014, Anna bello sguardo, di Vito Palmieri in memoria di Lucio Dalla, (15’) 2013, Matilde, di Vito Palmieri, (10’) 2012, selezionato al Generation  Berlinale 2013.

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