venerdì 29 aprile ore 20,00

 Meno male è lunedì

 

di Filippo Vendemmiati, 2014, 71'

 

Un gruppo formato da una decina di ex operai metalmeccanici, ora in pensione, viene richiamato al lavoro dalle aziende nelle quali gli stessi sono stati impiegati per tutta una vita. Ma questa volta si troveranno dall'altra parte, saranno presidi ed insegnanti di un’insolita ed originale scuola aziendale che ha aperto la sua linea di produzione all'interno di un carcere. Insegneranno a 13 operai-detenuti il mestiere, lavoreranno con loro per costruire una componente di una macchina per imballaggi ad alto contenuto tecnologico. Il film racconta di un rapporto umano profondo e solidale fondato sulla trasmissione del sapere e di un mestiere che ribalta fino ad confonderlo il rapporto servo-padrone, libertà-prigionia. Imparare ad usare la giusta vite diventa metafora della ricostruzione di vite alla deriva. Chi impara di più alla fine e che cosa? Chi esce dal carcere? L'ex operaio, il detenuto o il manufatto? 

Il film parte dal percorso che ogni mattina i protagonisti compiono per raggiungere il luogo di lavoro: gli operai dalle loro abitazioni, i detenuti dalle celle, il camion con le componenti meccaniche da assemblare dalle fabbriche di provenienza. L’incontro avviene in officina, uno spazio di libertà, dove nel corso di una settimana ideale spariscono le condizioni oggettive e sociali delle persone. E’ il luogo del passaggio delle esperienze e delle conoscenze, si scherza e si discute anche duramente: l’argomento del giorno è la lunghezza di una vite, ma anche la vita di ciascuno. Ci sono risate ma anche confidenze spesso dolorose. Si distribuiscono le felpe aziendali e le buste paga, ferie comprese, che per i detenuti sono quasi una beffa, ma fanno parte del contratto. Ci sono la pausa caffè e il momento della sigaretta nello spogliatoio, spazi di intimità e di riflessione. C’è il senso di appartenenza dell’operaio, trasfertista e testimone di un’azienda che ha esportato nel mondo tecnologia avanzata e che ora la porta anche nel luogo più chiuso e lontano: il carcere. La consapevolezza del detenuto che giorno dopo giorno impara un lavoro qualificato nella speranza che questo rappresenti la concreta possibilità di realizzare una seconda e migliore vita. 

C’è lo sguardo della guardia penitenziaria, che non riesce ad essere “controllore esterno”, ma che a volte suo malgrado si lascia coinvolgere dalla situazione, mescolando imbarazzo, fastidio e partecipazione.

A fine giornata le strade si dividono: dalla porticina blu dell’officina, da cui vigilano costantemente le guardie penitenziarie, escono gli operai che tornano “fuori” e i detenuti che tornano ”dentro”, non senza aver subito una dovuta e accurata perquisizione. Nella fabbrica ogni attrezzo deve essere al suo posto, non devono mancare viti, trapani, martelli e ogni altro oggetto potenzialmente pericoloso. Anche il camion torna nelle aziende di appartenenza, riportando il manufatto finito, pronto per essere montato lungo una catena di produzione che confeziona imballaggi.

L’idea di fondo del film sviluppa con una sceneggiatura costruita sul posto questo doppio rapporto di comunicazione, e non indulge sul passato dei protagonisti e in particolare dei carcerati. Il fuoco è un altro: se l’operaio ritrova il proprio lavoro nel carcere, il detenuto lo conquista per rientrare nel gioco della vita.

Il film è dialogato, in presa diretta, le scene non sono state preparate, ma raccolte dal vivo. La narrazione procede alternando i dialoghi alle storie di vita delle persone protagoniste.

Il tono è leggero, spesso ironico, quasi divertente se fosse una commedia.

Nella “lavoro fuori” il lunedì è il giorno peggiore, nel “lavoro dentro” è il migliore. Il sabato e la domenica per il detenuto-operaio rappresentano la noia in attesa del ritorno in fabbrica di chi non delle ferie non sa che farsene.

CAST

Filahi Abdelkarim - Nazar Ahmad - Duka Arben - Massimo Barillari - Luigi Boschieri - Carlo Cavazza - Claudio Gallerani - Fathi Gharnoughi - Giancarlo Giovannini - Aldo Gori - Luigi Lanzarini - Lorenzo Lo Preiato - Vincenzo Miani - Valerio Monteventi - Fathmir Myslihaka - Alla Parparim - Mirko Pasqua Di Bisceglie - Federcio Pignatelli - Stjepan Prnjat - Roberto Ragazzi - Rochid Said - Silvano Simoncini - Renzo Tamari - Claudio Tinti - Ferdinando Valenti.

 

CREDITS 

Regia: Filippo Vendemmiati

Produttore Esecutivo: Donata Zanotti

Soggetto e sceneggiatura: Filippo Vendemmiati

Fotografia: Stefano Massari

Immagini: Giulio Filippo Giunti, Simone Marchi, Stefano Massari

Montaggio: Stefano Massari

Post-produzione: Simone Marchi

Color grading: Enrico Arrigoni

Colonna Sonora: Têtes de Bois - Carlo Amato

Sound mixing: Carlo Amato 

La colonna sonora del film  MENO MALE È LUNEDÌ è stata scritta, arrangiata,

registrata e missata dai Têtes de Bois al TDB studio di Roma nel 2014.

 I Têtes de Bois sono:

Andrea Satta – voce, Carlo Amato - basso e computer,

Angelo Pelini - pianoforte, Luca De Carlo – tromba

Con la straordinaria partecipazione di Monica Demuru, voce in “Labor Omnia Vincit”.

 

Traduzione sottotitoli lingua inglese: Sara Romoli

Revisione sottotitoli: Stefano Proia

 

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