giovedì 31 marzo ore 20,00

  Germano Sartelli -

la forma delle cose, conversazioni

 

di Paolo Fiore Angelini, 77'

 

 Il farsi del lavoro dell'artista Germano Sartelli, nel corso del tempo, dall’immediato dopoguerra ai giorni nostri. Nel descriverne le tappe del percorso creativo, la critica più autorevole ha fatto spesso ricorso a nomi di primo piano dell’arte del ’900: Giacometti, Burri, Dubuffet, Pollock, Michaux. Nel panorama dell’arte italiana del ’900 Germano Sartelli è stato l'Artista “fuori dal coro”. La sua è una formazione “sul campo”, al tempo stesso classica e sperimentale, eppure da “bottega”, legata alla manualità, al contatto e all’interazione degli elementi naturali. Ha agito sempre sulla soglia, attraversando pittura e scultura, in nome di una necessità espressiva e sperimentale mai limitata al rigore formale. Nonostante una vita tenuta volontariamente a distanza dalla confusione della mondanità – affidata alla personale sensibilità, alla capacità intuitiva di reinterpretare e scomporre la materia – è stato indicato più volte quale precursore, artista in anticipo su movimenti e correnti. La macchina da presa guarda la sua opera, si avvicina quanto più possibile – per capire, per sentire - avvalendosi della sua voce, dei suoi racconti, delle sue indicazioni e anche dei suoi silenzi. Si pone in ascolto per scoprire cosa la materia nasconda e cosa possa svelare. Visita il suo territorio e i luoghi del suo agire. Germano Sartelli ha accolto l'indiscreto occhio della macchina da presa con la sua proverbiale gentilezza. Intorno a lui un coro di voci autorevoli, le stesse di chi da sempre lo ha frequentato: Andrea Emiliani, Maurizio Calvesi, Marisa Vescovo, Claudio Spadoni, Dario Trento. Il linguaggio dell’arte è anche voce della concezione del mondo: in Sartelli è l’agire lento, che segue il desiderio di conoscenza. Una regola che appare universale, non vincolabile ai limiti geografici. La scelta di Sartelli di costruire un mondo “a margine” è necessità, in costante contatto con una natura dialogante, capace di offrire l’intera gamma di strumenti del linguaggio espressivo.

Scomparso nel settembre 2015, Germano Sartelli ha tenuto in vita fino all’ultimo il suo atelier dove nel corso degli ultimi otto mesi della sua vita, ha accolto il regista e la troupe per le riprese del documentario.

Con:Germano Sartelli, Maurizio Calvesi, Andrea Emiliani, Claudio Spadoni, 

 

Marisa Vescovo, Dario Trento.

 

Soggetto:

Paolo "Fiore" Angelini

Sceneggiatura: Paolo "Fiore" Angelini, Alberto Murmura,

Musiche: Fabio Iaci

Montaggio: Massimiliano Bartolini

Fotografia: Massimiliano Bartolini

Suono: Fabio Iaci

Produttore Esecutivo: Lavinia Turra

Organizzatore Generale: Francesco Giuseppe Ferrara

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