5 È IL NUMERO PERFETTO giovedì 19, venerdì 20: ore 21:15  sabato 21, domenica 22: ore 18:30 -  21:15 #5ÈIlNumeroPerfetto

 

5 E' IL NUMERO

 

PERFETTO

 

Peppino Lo Cicero, guappo e sicario in pensione, torna in pista dopo l’omicidio di suo figlio. Questo avvenimento tragico innesca una serie di azioni e reazioni violente ma è anche la scintilla per cominciare una nuova vita. Un piccolo affresco napoletano nell’Italia anni Settanta. 5 è il numero perfetto è la storia di un’amicizia tradita, ma anche di una seconda opportunità e di una rinascita.

 

Genere: Drammatico

 

Regia: Igort

 

Attori: Toni Servillo, Valeria Golino, Carlo Buccirosso, Iaia Forte, Giovanni Ludeno, Vincenzo Nemolato, Lorenzo Lancellotti, Angelo Curti, Mimmo Borrelli, Nello Mascia, Rocco Giordano, Emanuele Valenti, Gigio Morra, Manuela Lamanna, Marcello Romolo, Igort

 

Durata:100 min

 

Critica: un film attentissimo al dettaglio che si spinge 'oltre' la storia e riserva tante gradite sorprese.

Peppino Lo Cicero è un sicario di seconda classe della camorra in pensione, costretto a tornare in azione dopo l'omicidio di suo figlio. Questo avvenimento tragico innesca una serie di azioni e reazioni violente ma è anche la scintilla per cominciare una nuova vita.

Gli appassionati di graphic novel di qualità non hanno bisogno di particolari presentazioni di Igort, maestro riconosciuto a livello internazionale.

Coloro che non frequentano questa forma d'arte hanno ora la possibilità di conoscerlo e forse potranno apprezzarne le qualità di regista con quella libertà di valutazione che ci si può consentire quando, nel passaggio da una forma di espressione ad un'altra, non si conosce il modello. Perché questo film nasce dal volume omonimo pubblicato nel 2002. Chi lo ha concepito sulla carta ora lo ha diretto per il grande schermo. 

In questi casi il lavoro del casting è più che mai fondamentale perché i personaggi hanno già ricevuto una caratterizzazione sulla pagina che ha lasciato un'impronta ben precisa nell'immaginario di chi ha letto e apprezzato. Sia per loro che per chi giunge iconicamente vergine dinanzi a questa storia va detto che tutti i personaggi hanno trovato l'attore giusto che ha offerto loro carne, sangue e voce. A partire da Toni Servillo che aderisce con grande partecipazione alle azioni e ai pensieri di un uomo che vede la propria attività di killer come un lavoro faticoso che ha una propria (distorta) morale. 

Lui, Buccirosso, Golino e tutti gli altri fino ai ruoli minori sanno offrire caratterizzazioni da cinema anni '70 innervate da uno sguardo, quello di Igort, che sa come andare 'oltre' la storia riuscendo a far diventare protagonisti gli spazi e gli edifici in ogni inquadratura.

Qui si vede l'anima dell'artista eclettico che, tavola dopo tavola, ha dovuto 'ambientare' le proprie storie con tutta la libertà che offre il disegno. Questo non è però stato di ostacolo alla ricerca delle location ma, sembrerebbe, di stimolo all'individuazione delle vie, dei palazzi, delle scale in cui collocare le vicende. 

Si potrebbe gestire un intero semestre universitario sul rapporto tra cinema e architettura con questo film in cui le sorprese (che non mancano) potrebbero anche non esserci sul piano della sceneggiatura. Perché a sorprendere sono, una dopo l'altra, le scene in cui anche il minimo dettaglio assume un senso. Non succede spesso nel cinema (italiano e non). Quando accade va reso onore al merito.

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