AMERICAN ASSASSIN

 

Basato sul romanzo di Vince Flynn, American Assassin racconta la storia di un giovane agente della CIA, gli inizi della carriera all'interno dell'agenzia di spionaggio e il pericoloso viaggio che lo consacra assassino a sangue freddo.

Lo studente universitario Mitch Rapp (Dylan O’Brien) è un atleta promettente senza un solo problema al mondo. Quando la fidanzata rimane vittima di un attacco terroristico che miete centinaia di cittadini americani, invece di elaborare il lutto e cercare conforto nei propri cari, Mitch incanala la rabbia in un faticoso programma di addestramento della CIA.

Assoldato prima ufficiosamente e poi ufficialmente dall'agenzia di sicurezza nazionale, si sottopone per mesi a intensi sforzi fisici e prove psicologiche. Finché il veterano della Guerra Fredda Stan Hurley (Michael Keaton) non lo arruola per un'operazione clandestina di antiterrorismo, con l'obiettivo di indagare su una serie di attacchi previsti in Medio Oriente. Il giovane Mitch, incalzato dal rancore e dal desiderio di vendetta, seguirà un agente turco nella più grande polveriera d'Europa.

 

GENERE: Azione, Thriller

 

REGIA: Michael Cuesta

 

ATTORI: Dylan O'Brien, Scott Adkins, Michael Keaton, Taylor Kitsch, Sanaa Lathan, David Suchet

 

DURATA: 112 Min

 

CRITICA: Mitch Rapp, la vita dopo un attacco terroristico.

La trasposizione cinematografica dell’omonimo best-seller di Vince Flynn pubblicato nel 2010 è un mix intrigante di sguardo al passato e ritratto di un presente purtroppo sempre più inquietante...

Il giovane Mitch Rapp (Dyaln O’Brien) conosce una sola parola: vendetta: da quando la sua amata è stata assassinata durante un attacco terroristico in un resort, l’uomo si è addestrato al meglio per infiltrarsi nel gruppo di terroristi islamici responsabili della strage e metterli fuori combattimento. Ma da solo Mitch non può vincere una guerra più grande di lui, ed è per questo che finisce agli ordini di Stan Hurley (Michael Keaton) addestratore ferreo e capo di una squadra di agenti scelti predisposti a un unici obiettivo. Fermale il terrore. Ad ogni costo. Cosa succede però se sulla loro strada di presenta un mercenario che conosce fin troppo bene ogni loro mossa? E quale segreto nasconde il passato di Stan, in grado di mettere in pericolo la vita di tutti, compreso lo stesso Mitch?

La trasposizione cinematografica dell’omonimo best-seller di Vince Flynn pubblicato nel 2010 è un mix intrigante di sguardo al passato e ritratto di un presente purtroppo sempre più inquietante. A testimoniarlo la disturbante sequenza iniziale del film, messa in scena raggelante di un attacco terroristico le cui dinamiche sono oggi fin troppo conosciute. La potenza drammatica dei primi minuti del film di Michael Cuesta rende American Assassin un film fortemente calato nei nostri giorni, uno dei primi a rappresentare tale raccapricciante forma di violenza. Dopo un incipit così forte però il regista, (suo il già apprezzato la regola del gioco con Jeremy Renner), sviluppa la sceneggiatura adoperando un’idea di lavoro sul genere che si riallaccia alla tradizione del cinema passato piuttosto che abbracciare l’estetica contemporanea dell’azione e dello spettacolo pirotecnico a tutti i costi. E questa è la chiave vincente di American Assassin, il suo cercare maggiormente la tensione scaturita dalle dinamiche tra i personaggi, da situazioni in cui il pericolo è anche fatto di attesa e tensione narrativa. Sembra quasi un film d’altri tempi quello di Cuesta in alcuni momenti, e lo scriviamo nel senso migliore del termine. Il crescendo drammatico è ben orchestrato fino a una sequenza finale stavolta maggiormente volta allo spettacolo, secondo le regole che il cinema action di oggi richiede.

Per quanto riguarda il cast di attori funzionano bene il protagonista Dylan O’Brien e il “Villain” Taylor Kitsch, anche se la scena viene loro rubata dal grande Michael Keaton, e difficilmente poteva essere altrimenti. Come prodotto dal budget contenuto, lontano dalle mega-produzioni, American Assassin funziona piuttosto bene. Produzione non trascendentale che si lascia apprezzare senza puntare per forza a incassi stratosferici e spettacoli roboanti. Insomma, quel cosiddetto “buon cinema” di cui continuiamo a sentire sempre il bisogno… TORNA ALLA HOME PAGE