BRAVE RAGAZZE giovedì 17, venerdì 18, sabato 19, domenica 20: ore 21:15  #BraveRagazze

 

BRAVE RAGAZZE

 

Brave Ragazze, il film di Michela Andreozzi, è ambientato a Gaeta nei primi anni 80 ed è ispirato a una storia vera - definita dalla regista "bigodini e pistole”. Quattro donne in crisi provano a cambiare il corso delle loro vite armate di bigodini e pistole. Anna (Ambra Angiolini) è una ragazza madre, due figli da mantenere e nessun lavoro stabile. Maria (Serena Rossi) è una timida devota alla Vergine, vittima di un marito violento. Chicca (Ilenia Pastorelli) e Caterina (Silvia D'Amico), sorelle di indole opposta, sognano un futuro migliore, lontano. Col coraggio di chi ha poco da perdere, decidono di travestirsi da uomini e svaligiare insieme la banca del paese. Ma è solo l'inizio di una serie di azioni spericolate, su cui è chiamato ad indagare il commissario Morandi (Luca Argentero), un vortice destinato a stravolgere per sempre il destino di quattro "brave ragazze".

Nel cast del film troviamo anche Stefania Sandrelli e Max Tortora.

 

Genere: Commedia

 

Regia: Michela Andreozzi

 

Durata: 100 Min.

 

Attori: Ambra Angiolini, Ilenia Pastorelli, Serena Rossi, Silvia D'Amico, Luca Argentero, Stefania Sandrelli, Max Tortora, Michela Andreozzi, Massimiliano Vado

 

Critica: action comedy al femminile che ricorda occhi di gatto.

È un action comedy al femminile il nuovo film diretto da Michela Andreozzi Brave Ragazze, prodotto da Paco Cinematografica e distribuito da Vision. L'ispirazione deriva dalla storia vera di una banda di rapinatrici francesi travestite da uomini, che operavano nella zona di Avignone nella metà degli anni 80. L'epoca resta la stessa, l'ambientazione cambia per una questione biografica e affettiva, e diventa italiana: "Gaeta è il posto in cui sono cresciuta", racconta la regista sul set nell'illustrare la sua storia di amicizia e pistole al femminile. Quattro donne prese da molteplici difficoltà decidono di travestirsi da uomini e rapinare la banca del paese. 

Ad interpretare il commissario Gianni Morandi - l'ironia sul nome non è casuale - che indaga su di loro è Luca Argentero, coadiuvato dalla stessa Andreozzi che si ritaglia il piccolo ruolo del suo braccio destro, l'agente Franca: "Il mio modello è stato mio padre, quando mi sono visto allo specchio con questi abiti anni 80 e i baffi ho rivisto lui", racconta l'attore. "Il mio è un commissario appassionato di Maigret, che legge libri di Simenon e colleziona pipe e si trova alle prese con un caso difficile, lo risolverà grazie a un'intuizione assurda, com'è assurdo e folle il piano di queste quattro donne".

L'improbabile banda di amiche speciali è così composta: c'è una madre single che fatica a sbarcare il lunario (Ambra Angiolini, che ha come madre ingombrante Stefania Sandrelli), due sorelle rimaste orfane con mille problemi (Ilenia Pastorelli e Silvia D'Amico) e una corista di chiesa molto religiosa  (Serena Rossi) che nasconde un segreto tra le pareti domestiche.

Segreto inquietante che ha il volto di Max Vado, nei panni di un uomo violento: "Io e mia moglie Michela miriamo a fare cose che abbiano una valenza politica: riguardo alla condizione femminile alcune dinamiche sono ancora valide dagli anni 80. Il mio personaggio esiste ancora, cerco di raccontarlo nella maniera più vera possibile attraverso la commedia. Ma ci sembrava necessario far riflettere su tutto questo. C'è sempre più bisogno di registe e storie al femminile".

Così le attrici descrivono i loro personaggi: "La mia Chicca è una donna molto arrabbiata con la vita", dichiara Pastorelli. "È un film che ricorda Occhi di gatto. Temevo fosse difficile tra donne coordinarsi, invece abbiamo trovato un nostro equilibrio, siamo diventate tutte amiche". Serena Rossi aggiunge: "Mi vedrete sposata con un uomo violento che mi picchia, e io mi colpevolizzo, convinta di essere io il problema. La forza di questa donna, Maria, sono le amiche, tutte meravigliosamente sbagliate: sono loro che la salveranno". 

Silvia d'Amico dice di essere "la più nerd e secchiona della banda, quella più sensibile e sentimentale. Mi piace che la rapina sia metafora di come una donna insoddisfatta possa sentirsi realizzata attraverso un gesto di ribellione". Concorda Angiolini: "Sono donne sorprendenti e sorprendono loro stesse e una società che neanche lontanamente immagina cosa possano combinare. Girando anche noi pensavamo "Non ce la faremo mai". Il disagio di arrivare nella banca vestite da uomini cercando di capire cosa stessimo facendo è stato memorabile".

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