CHE VUOI CHE SIA

 

Claudio e Anna continuano a rimandare il progetto di un figlio nell'attesa che la loro situazione economica migliori. Le loro speranze future sono riposte in una piattaforma web ideata da Claudio, ma il crowdfunding lanciato per svilupparla non dà i risultati auspicati. Una sera, ad una festa, complici alcol e delusione, Claudio registra un video che posta per scherzo. Poiché sul web alla fine quasi tutti si riducono a guardare scene di sesso invece di rendersi conto del valore sociale della sua idea, Claudio lancia una sfida al "popolo di Internet": fare un'offerta per un video hard, girato con Anna nella loro camera da letto, da mettere online. Tanto è questo che si cerca su Internet, no? La provocazione, però, viene presa sul serio e, mentre la loro celebrità aumenta, le donazioni raggiungono una cifra incredibile. E qui una domanda inizia a farsi strada: è davvero così sbagliato svendere la propria intimità per potersi finalmente permettere di realizzare i propri sogni?

 

GENERE: Commedia

 

REGIA: Edoardo Leo

 

ATTORI: Edoardo Leo, Anna Foglietta, Rocco Papaleo, Marina Massironi, Bebo Storti, Massimo Wertmuller

 

DURATA: 105 Min

 

CRITICA: Una parabola che parla semplice e raggiunge chiunque si trovi alle prese con le scelte morali che il "progresso" ci sottopone.

Claudio e Anna sono una coppia di tardotrentenni condannati alla precarietà: lei supplente di matematica col miraggio dell'assunzione in ruolo, lui ingegnere informatico ridotto a bonificare computer infestati da virus. Per finanziare un progetto innovativo Claudio crea un account di crowdfunding, ma gli utenti contribuiscono alla raccolta fondi in modo del tutto insufficiente. Una sera, dopo una serie di piccole umiliazioni, Claudio e Anna si ubriacano e registrano in video una promessa: se riusciranno a raggiungere l'obiettivo del crowdfunding filmeranno una notte di sesso coniugale e la renderanno visibile a coloro che hanno dato il loro contributo. Claudio, ancora in preda ai fumi dell'alcool, posta il video e le offerte cominciano a fioccare. A nulla varranno i tentativi della coppia di cancellare l'account, e i due dovranno confrontarsi con le reazioni del mondo alla loro iniziativa: non solo quelle virtuali del popolo della rete, ma anche quelle, molto reali, di amici, colleghi, parenti e vicini di casa.

Edoardo Leo aggiunge un'altra stazione al suo percorso registico di racconto dell'Italia contemporanea, iniziato con 18 anni dopo e proseguito con Buongiorno papà e Noi e la Giulia. E lo fa con gli strumenti comunicativi che sono diventati la sua cifra autoriale: accessibilità di linguaggio, cura artigianale, consapevolezza di un portato etico che riguarda il modo in cui, come individui e come Paese, ci rapportiamo con le derive ingloriose della modernità.

Con Che vuoi che sia Leo costruisce una parabola che parla semplice e raggiunge chiunque si trovi alle prese sia con le distorsioni ingenerate dalle alte tecnologie, che con le scelte morali che il "progresso" ci sottopone. Perché la domanda "Qual è il tuo prezzo?" ci riguarda da sempre, ma ancora di più oggi che l'obiettivo non è più il benessere ma la mera sopravvivenza. Al centro della storia c'è innanzitutto il diritto al lavoro, perché ciò che Claudio e Anna cercano non è il guadagno facile ma il suo esatto contrario: un adeguato riscontro alla propria fatica e preparazione. Segue a ruota, in stretto rapporto causa-effetto, il diritto a farsi una famiglia, che non è un problema di fertilità ma di possibilità economica (sarà il più scombinato dei personaggi del film, appartenente ad un'altra generazione, a ricordare a Claudio e Anna che "ogni figlio porta il suo pane"). Il nucleo della storia è però una parola che appare solo a due terzi del film: dignità. Perché di questo si parla: in quanti modi la nostra dignità di esseri umani è messa in gioco da una società che stritola gli individui e da un universo social che mette in mostra (e alla berlina) le nostre vanità con inedita spietatezza e inarrestabile pervasività? 

La sceneggiatura, firmata da Leo insieme a Marco Bonini, Alessandro Aronadio e Renato Sannio (gli ultimi due anche coautori del soggetto), effettua un lavoro di cesello per creare una polifonia di voci: quelle dei genitori di Claudio e Anna (magistrali Bebo Storti e Massimo Wertmuller), quella ambigua e controtendenza dello zio Franco (Rocco Papaleo, contrappunto comico alla tragicità inerente alla vicenda), quelle anonime e vessatorie degli internauti affamati di selfie e di carne fresca per la gogna mediatica. 

La regia è pulita e funzionale al racconto, senza grandi voli pindarici ma, almeno in un paio di scene (l'incubo, la discoteca), con il desiderio di raccontare visivamente il delirio pirotecnico ingenerato dalla rete. Leo conferma la sua vocazione artigianale nel costruire le scene badando alla solidità più che alle ambizioni artistiche, e il pubblico non può che seguire passo passo questa storia di ordinaria follia, domandandosi inevitabilmente: cosa farei io al posto di Claudio e Anna? I precedenti cinematografici, da Proposta indecente a Sex Tape a Perfetti sconosciuti, non impediscono a Leo di creare una narrazione che aggiunge elementi di modernità (intesa nel senso più deteriore) e apparente leggerezza ("Che vuoi che sia?") al dilemma più antico del mondo: quanto vale la nostra intimità? Ma è nella recitazione che si registra la nota più interessante: passivo, quasi catatonico per gran parte del film accanto a una ben più reattiva ed "empatizzabile" Anna Foglietta, Leo esplode in un paio di scene dando voce (e incazzatura) alle frustrazioni di innumerevoli maschi contemporanei ridotti al silenzio, umiliati dall'impossibilità di provvedere alla propria famiglia, messi in ridicolo da un universo superficiale e vorace che si nutre di identità, anche di genere, per validare la propria esistenza. Un'esistenza (come si vede fin dai titoli di testa) incastonata in un cellulare o sulla schermata di un computer, schiava delle mode d'importazione (come quel "living apart together" con cui lo zio Franco deve confrontarsi per salvare un matrimonio decennale), impostata sulla precarietà e sul microrisparmio, impreparata agli imprevisti. Un'esistenza in cui, per tutti, arriva il momento "'sti cazzi" che fa dire "tutto questo non lo accetterò più". Che vuoi che sia è una commedia dolorosa e a tratti straziante in cui si ride amaro, che turba e a tratti disturba perché pesca nella nostra reale e quotidiana frustrazione. Per questo Claudio e Anna si vivono e si rappresentano al contrario, come un negativo fotografico: perché oggi come ieri è più importante dire "ciò che non siamo, ciò che non vogliamo".

 

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