Cinema Le Grazie Bobbio - ottobre MISS MARX giovedì 8, venerdì 9, sabato 10, domenica 11: ore 21:15 ‪#MissMarx‬‬

 

MISS MARX

 

Miss Marx, il film diretto da Susanna Nicchiarelli, ambientato nell'Inghilterra del XIX secolo, è incentrato sulla vita della figlia più piccola di Karl Marx, Eleanor (Romola Garai).

Soprannominata in famiglia come "Tussy", Eleanor era una donna intelligente, determinata e libera. Traduttrice e attrice, si impegnò su vari fronti. E' stata infatti un'attivista per i diritti dei bambini e una delle prime donne ad accostarsi i temi del femminismo e del socialismo. Instancabile e piena di energia ha portato avanti con passione e motivazione il lavoro di suo padre.

Nella sua vita privata, tuttavia, era una donna vulnerabile. L'incontro e la lunga relazione con il compagno di lotte Edward Aveling (Patrick Kennedy) condizionerà la sua intera vita.

 

Genere: Biografico, Storico, Drammatico

 

Regia: Susanna Nicchiarelli

 

Attori: Romola Garai, Patrick Kennedy, Felicity Montagu, Oliver Chris, Emma Cunniffe, Karina Fernandez, Katie Mcgovern, David Traylor, George Arrendell, Christoph Hülsen

 

Durata: 107 min

 

Critica: una coraggiosa rilettura punk rock della figura di Eleanor Marx, figlia ed erede ideologica di Karl

Brillante, colta, libera e appassionata, Eleanor è la figlia più piccola di Karl Marx: tra le prime donne ad avvicinare i temi del femminismo e del socialismo, partecipa alle lotte operaie, combatte per i diritti delle donne e l'abolizione del lavoro minorile. Quando, nel 1883, incontra Edward Aveling, la sua vita cambia per sempre, travolta da un amore appassionato ma dal destino tragico.

Eleanor detta Tussy è "la più coraggiosa" delle tre figlie del filosofo e teorico politico tedesco Karl Marx. È lei che ne porta avanti l'eredità, anche perché una sorella, Jenny, è morta poco prima del padre, e l'altra, Laura, si è trasferita in Francia. Ma sono soprattutto l'intelligenza e l'indole combattiva di Eleanor a fare di lei la persona più adatta a tenere viva la fiamma del pensiero paterno. Dunque è lei a battersi per i diritti dei lavoratori, le pari opportunità nell'ambito dell'istruzione e il suffragio universale, nonché contro il lavoro minorile. Ma nella vita privata Eleanor non è così lucida e determinata: il suo compagno di vita, Edward, è infatti uno spendaccione fedifrago di cui lei non sa liberarsi.

Miss Marx sceglie fin da subito un doppio registro narrativo: quello pubblico, che riguarda l'attività intellettuale e politica della protagonista, e quello privato, che ne rivela l'indecisione nel porre fine ad una relazione tossica.

Le scelte di regia di Susanna Nicchiarelli sono altrettanto coraggiose di quelle filosofiche e sociali di Eleanor Marx: cesure temporali che eliminano il superfluo e si concentrano sui momenti salienti, spesso rivelatori, della vita della protagonista, che enuncia le sue deduzioni (o illuminazioni) come analisi storico-sociologiche, guardando in camera, alla maniera de Il mestiere delle armi. La crudeltà di certe scelte dettate dal contesto economico e politico nonché dal costume dei tempi, specialmente riguardo alle donne, ricorda invece quella di L'età dell'innocenza o di Una vita, per restare in epoca ottocentesca.

Nicchiarelli rivela anche la stessa lucidità e la stessa spavalderia di Greta Gerwig nel riassemblare Piccole donne sulla base di una diversa necessità narrativa, e con Gerwig Nicchiarelli condivide un certo gusto pittorico postmoderno applicato ad un'epoca passata, e sottolineato da una scelta musicale che comprende la rilettura punk rock di brani celebri ad opera dei gruppi 'Gatto ciliegia contro il grande freddo' e 'Downtown Boys'.

La composizione dell'immagine, complici le scenografie di Alessandro Vannucci e Igor Gabriel e i costumi di Massimo Cantini Parrini, è magnifica e ha una potenza estetica non comune. E l'inserimento dei filmati d'archivio testimonia come certe realtà non siano il frutto di un'esagerazione drammaturgica ma una realtà storica documentata.

 

«Con la sua apparente incongruenza tra dimensione pubblica e privata – racconta la regista Susanna Nicchiarelli – la storia di Eleanor Marx apre un abisso sulla complessità dell’animo umano, sulla fragilità delle illusioni e sulla tossicità di certe relazioni sentimentali. Raccontare la vita di Eleanor vuol dire parlare di temi talmente moderni da essere ancora oggi, oltre un secolo dopo, rivoluzionari. In un momento in cui la questione dell’emancipazione è più che mai centrale, la vicenda di Eleanor ne delinea tutte le difficoltà e le contraddizioni: contraddizioni, credo, più che mai attuali per cercare di “afferrare” alcuni tratti dell’epoca che stiamo vivendo». E a proposito della partecipazione alla Mostra di Venezia aggiunge: «Alcuni dei momenti più belli della mia vita da appassionata di cinema e da regista sono legati alla Mostra. Ho visto dei film meravigliosi al Lido che mi hanno cambiato per sempre. E naturalmente non dimentico la felicità e la soddisfazione per l'accoglienza riservata al mio primo film, Cosmonauta, e poi al più recente Nico, 1988. Adesso poter tornare a Venezia, per la prima volta in Concorso, è – sia pure sullo sfondo di luoghi conosciuti e ormai famigliari – un'emozione ancora nuova».

  

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