COCO

 

Coco ci porta in un variopinto villaggio messicano, animato dai preparativi per il Dìa de Muertos e dalla musica delle orchestrine che inonda le strade. Il dodicenne Miguel (Anthony Gonzalez nella versione originale) vorrebbe immergersi nei festeggiamenti strimpellando la sua chitarra sconquassata, ma sulla famiglia Rivera aleggia una maledizione che impedisce ai componenti di imbracciare strumenti musicali. Il divieto, imposto decenni prima dalla bisnonna Imelda, non riesce a tenere Miguel lontano da corde e arpeggi. Né lo frena dal venerare e imitare le melodie del suo cantante preferito, il leggendario Ernesto de la Cruz. Destinato a raccogliere l'eredità familiare ed entrare nel business delle calzature, il ragazzino preferirebbe incorrere nell'ira degli antenati piuttosto che incollare suole e lucidare scarpe per la vita. Così, nel giorno della festa che celebra i defunti, trafuga la chitarra magica appartenuta al suo idolo e finisce in una dimensione tanto fiabesca quanto misteriosa. Il mondo dei morti appare come una gigantesca metropoli verticale: collegata da tram, regolata da uffici e sportelli, e popolata da arzilli scheletri luccicanti. Miguel lo visiterà con la guida dell'affascinante spirito Hector (Gael García Bernal), alla scoperta del segreto che si cela dietro alla sua famiglia.

 

GENERE: Animazione, Avventura, Commedia, Family, Fantasy, Musicale

 

REGIA: Adrian Molina, Lee Unkrich

 

ATTORI: Mara Maionchi, Valentina Lodovini, Matilda De Angelis, Gael Garcia Bernal, Ana Ofelia Murguía, Anthony Gonzalez, Benjamin Bratt, Alanna Ubach, Renee Victor, Jaime Camil, Alfonso Arau, Herbert Siguenza, Gabriel Iglesias, Lombardo Boyar, Edward James Olmos, Natalia Cordova-Buckley

 

DURATA: 109 Min

 

CRITICA: Lo so che non dovrei amare la musica ma non è colpa mia. La musica è nelle mie vene.

Chiuso il terzo capitolo di Toy Story, infatti, nel 2010, il regista Lee Unkrich (Alla ricerca di Nemo, Monsters&Co.) si mette al lavoro sulla storia del dodicenne Miguel, figlio di calzolai, cui è proibito far musica a causa delle malefatte di un antenato musicista. Quando però, per l'appunto nel Giorno dei Morti, Miguel si ritrova a suonare la chitarra del defunto Ernesto de la Cruz, viene magicamente trasportato nell'aldilà e costretto a risolvere gli antichi e mai sopiti problemi di famiglia. Qui ritroverà anche un grande affetto, la nonna, Mama Coco.

Inseguire il proprio sogno.

Al di là del Paese in cui è ambientata la storia e del particolare contesto, appunto quello del giorno dei morti, attorno al quale si costruisce l'intera struttura narrativa, il motore portante delle azioni di Miguel è il più classico di sempre: il ragazzo ha un sogno che però va contro i desideri della sua intera famiglia e si ritrova a dover scegliere da che parte stare. Miguel è infatti un aspirante cantante e un chitarrista autodidatta che vorrebbe tanto seguire le orme del suo idolo Ernesto de la Cruz, il musicista più famoso della storia del Messico, di cui conosce praticamente tutte le canzoni e i film a memoria. Deve però tenere questa sua passione ben nascosta dalla sua famiglia, in cui la musica è severamente proibita da generazioni, da quando la sua trisnonna Mamà Imelda si ritrovò a dover badare da sola alla sua famiglia, abbandonata da un marito che voleva diventare un musicista di successo. E così, nonostante Santa Cecilia sia un ridente paesino messicano in cui il suono delle chitarre dei mariachi proviene praticamente da ogni angolo delle strade, nella famiglia di Miguel il divieto di fare musica viene mantenuto con severità. Per il ragazzo però suonare la chitarra è quasi un bisogno fisiologico che non riesce a sopprimere, nonostante la paura di deludere profondamente e tradire la sua famiglia... non riesce proprio a stare lontano dalla musica e dalla possibilità di realizzare il suo sogno ed è proprio a causa di ciò che si ritrova spesso a compiere azioni impulsive che lo mettono nei guai. Come quella che, nella notte in cui il mondo dei vivi e quello dei defunti sono collegati, sottopone il ragazzo a una magica trasformazione che lo rende visibile solo ai defunti, giunti a visitare i loro parenti dalla Terra dell'Aldilà. Certo, al di là del ponte che lega i due mondi le regole per Miguel non cambiano e i suoi antenati si offrono di aiutarlo a tornare indietro a patto che lui rinunci per sempre a questa pazzia della musica. Sarà un astuto e bizzarro scheletro di nome Hector a partire al fianco del ragazzo alla ricerca di Ernesto de la Cruz, l'unico che possa aiutarlo a capire da dove nasce questa decisione di bandire la musica presa dalla sua famiglia.

Coco cattura alla perfezione lo spirito dell’onorare i propri antenati in modo spensierato, senza troppi moralismi: se qualcuno è un rompiscatole da vivo, lo sarà anche da morto, no? Ed è questo a creare delle dinamiche tra i personaggi che sono perfettamente in equilibro tra i diversi generi dell’emotività disneyana, in grado di divertire facendoti provare allo stesso tempo delle emozioni forti e profonde. La straordinaria struttura cromatica e il complesso disegno luci del film, si fondono con facilità al tessuto musicale, fondamentale per la valenza narrativa della storia di Miguel. In Coco, la musica contribuisce a dare la forma al film: alcuni personaggi sono musicisti, mentre altri non vogliono avere nulla a che fare con la musica. Ma tutti loro, vivi o morti, riescono a risultare estremamente simpatici e facilmente relazionabili, rendendo il film un intreccio infinito di elementi ben dosati tra loro, tutti indispensabili e ugualmente fondamentali per la buona riuscita narrativa ed emotiva del progetto. E se ancora vi stesse chiedendo perché il film si chiami Coco... beh questa è una storia che non possiamo raccontare senza distruggere la magia che il film si è imposto di creare scena dopo scena, tutte meritevolissime di essere viste e vissute. TORNA ALLA HOME PAGE