DOMANI È UN ALTRO GIORNO venerdì 15 e sabato 16: ore 21:15 domenica 17 : ore 16:30 – 18:30 #DomaniE’UnAltroGiorno

 

DOMANI E' UN ALTRO GIORNO

 

Giuliano (Marco Giallini) e Tommaso (Valerio Mastandrea) sono amici da trent’anni e li aspettano i quattro giorni più difficili della loro amicizia. Tommaso vive da tempo in Canada e insegna robotica. Giuliano è rimasto a Roma e fa l’attore. Entrambi sono romani “dentro”, seppur con caratteri molto diversi: Giuliano estroverso e pirotecnico, Tommaso riservato e taciturno.

Giuliano, l’attore vitalista, seduttore e innamorato della vita è condannato da una diagnosi terminale e, dopo un anno di lotta, ha deciso di non combattere più. Ai due amici di una vita rimane un solo compito, il più arduo, quasi impossibile: dirsi addio. E hanno solo il tempo di un lungo weekend, quattro giorni.

Quando Tommaso arriva a Roma bastano poche battute per ritrovare la complicità, quella capacità di scherzare su tutto è fondamentale per esorcizzare l’inevitabile. Inizia così per i due amici un “road movie dei ricordi”. C’è qualche conto da chiudere, ma soprattutto un luogo antico e ricco da ritrovare, da ripercorrere, da riconoscere come qualcosa per cui ne è valsa la pena: è lo spazio intatto e inattaccabile della loro amicizia.

Con loro “viaggia” un terzo incomodo, Pato, un bovaro bernese dallo sguardo sperduto, che per Giuliano è praticamente un figlio. Il primo dei conti da chiudere è trovare una sistemazione proprio a Pato. I quattro giorni della loro ritrovata amicizia sono finiti. Tommaso sta per prendere l’aereo e non si vedranno mai più. Ma il vecchio istrione Giuliano non può lasciare che l’amico gli rubi la scena neanche una volta ed è suo l’ultimo coup de théâtre…

 

GENERE: Drammatico, Commedia

 

REGIA: Simone Spada

 

ATTORI: Valerio Mastandrea, Marco Giallini, Anna Ferzetti, Andrea Arcangeli, Jessica Cressy, Barbara Ronchi, Marta Bulgherini, Massimo De Santis, Stefano Fregni

 

DURATA: 100 Min

 

CRITICA: una commedia toccante sull'esistenza umana e sul senso più profondo dell'amicizia.

Tommaso e Giuliano sono due amici per la pelle. Uno vive in Canada, l'altro a Roma. Uno è taciturno, l'altro esuberante. Uno ha paura dell'aereo, l'altro è capace di improvvisare un'andata e ritorno per Barcellona in giornata. Quando Giuliano, malato gravemente, prende una decisione irreversibile, Tommaso supererà la paura di volare e andrà a trovarlo a Roma per passare insieme quattro giorni di amicizia e condivisione. I due non sono soli: con loro c'è l'inseparabile cane Pato. Come comportarsi quando il tuo migliore amico è in fin di vita? Come comportarsi quando sei tu, ad essere in fin di vita? Come reagire, in sostanza, a una malattia che non lascia scampo? Ruota tutta intorno a simili interrogativi esistenziali il nuovo, prezioso, film di Simone Spada. Prezioso per il tono che riesce a mantenere dal primo all'ultimo minuto. Un tono smaccatamente tragicomico, come la vita. O come le grandi commedie di un tempo, capaci di far ridere, riflettere e commuovere al tempo stesso. 

Il tema è amaro, ma Spada ha il privilegio di consegnarlo a due professionisti capaci di reggere tra le mani senza mai bruciarsi il magma di una storia che ha molto di disperante, eppure alla disperazione nera non cede mai. È un dialogo a due voci malinconico e scanzonato, Domani è un altro giorno, un valzer degli addii che si basa sulla perfetta alchimia della consolidata coppia di amici e colleghi Valerio Mastandrea / Marco Giallini. Quest'ultimo è senza dubbio alla sua miglior prova di attore: dà sfoggio a tutta la sua abilità incredibile - ma sullo schermo credibilissima - nel cambiare continuamente tono ed espressione, passando nel giro di pochi attimi dal riso al pianto, dall'angoscia all'ironia più graffiante. Istrione più umano dell'umano, Giallini attraversa a testa alta lo spinoso labirinto della malattia, portandoci tutti a riflettere non tanto su cosa sia più giusto fare, ma su cosa sia più umano. È una commedia toccante sull'esistenza e sull'amicizia, questo piccolo grande film la cui forza sta proprio nel non cessare mai di smorzare i toni tra una battuta e l'altra, nel sorvolare la retorica e assestarsi su un piano di amara quanto gustosa ironia che sfiora anche i momenti più cupi del film. 

C'è poco da ridere? C'è molto da ridere. Si ride trattando sul prezzo della propria bara come sul camminare "verso il futuro" sulla Rambla piena di giovani sognatori. L'emotività e l'empatia sono talmente alte che basta un vassoio di pastarelle non consegnato a far esplodere l'ilarità, la stessa che invade l'anima corrosa dal pianto. Perché anche nei momenti più drammatici saper ridere, o far ridere, è arte. L'arte della vita. Ecco perché "Succede" è forse la battuta clou del film, affidata a un Mastandrea rassegnato all'accettazione, che ben sintetizza il senso di un'opera assolutamente non a tesi.

L'ottima sceneggiatura firmata da Ciarrapico e Vendruscolo non intende giudicare niente e nessuno, né prendere posizione su dibattiti etici di ampia portata, ma solo raccontare "la vita delle anime" costrette ad affrontare l'ostacolo più detestabile (la malattia, come l'addio) senza rinunciare ad un'ombra di leggerezza che renda tutto più vero e sopportabile. Non si fa in tempo a riflettere su "cosa resta" che arriva, immediata, una grande fame di vita e di condivisione, che questo film ha il merito di saper contagiare.  TORNA ALLA HOME PAGE