FERDINAND

 

La storia del film Ferdinand è quella del toro del titolo. Il toro Ferdinando ha l'aspetto del feroce toro da corrida: esemplare robusto, dal manto nero e lucente ma con un temperamento tutt'altro che irascibile, un toro che, a differenza di tutti gli altri suoi amici, e a dispetto della sua stazza e della sua forza, non ha alcun interesse nel dimostrare di essere potente e feroce né di diventare un temuto toro da corrida che terrorizzi i toreri. Al contrario, aspira solo a una vita tranquilla. Quando Ferdinand dilata le narici e smuove il terreno con gli zoccoli, la gente corre per sfuggire alla sua carica, ma lui annusa le margherite di prato, sua grande passione, o si stiracchia all'ombra degli alberi. E quando passeggia per i villaggi assolati della Spagna, gli abitanti sbarrano le porte e gridano al toro, ma lui prosegue e fa amicizia con una bimba adorabile e sveglia. Molto sveglia, molto più degli adulti che strappano Ferdinand alla sua vita tra i prati e lo costringono a scalciare, sbuffare e prendere a testate i mantelli dei toreri nelle arene. Per fortuna i nuovi amici della fattoria elaborano un piano a prova di capra (non si offenda la capra Lupe) che gli permetterà di tornare a casa. Servono stazza e zampe forti come le sue, e una buona dose di teatralità.

 

GENERE: Animazione, Avventura, Commedia, Family, Fantasy

 

REGIA: Carlos Saldanha

 

ATTORI: John Cena, Kate McKinnon, Gina Rodriguez, Anthony Anderson, Daveed Diggs, Gabriel Iglesias, Bobby Cannavale, David Tennant, Sally Phillips, Boris Kodjoe, Jerrod Carmichael, Raúl Esparza, Miguel Ángel Silvestre

 

DURATA: 106 Min

 

CRITICA: Ferdinand, un toro che insegna a seguire la propria natura indipendentemente da cosa ne pensino gli altri.

Il regista è il brasiliano Carlos Saldanha brasiliano, già coregista di L'Era glaciale, e autore unico di Rio e Rio 2 e L'era Glaciale 2 e 3. Saldanha resta fedele alla storia originale e una certa bucolica naiveté dettata dal personaggio centrale del toro gentile, ma aggiunge alcuni tratti caratteristici del suo cinema: l'ironia, la comicità fisica, la capacità di inserire elementi di attualità pop (in una delle spassose scene di ballo c'è chi fa twerking e chi mima la Dab di Pogba), la velocità delle scene d'azione, e un certo gusto che tiene la narrazione un pelo al di qua dello stereotipo etnico (in questo caso ispanico) pur conferendogli un colore locale. 

La trama si concentra su un tema molto frequentato dal cinema di animazione recente, cioè quello di seguire la propria natura indipendentemente da cosa ne pensino gli altri, e ha anche un forte messaggio pacifista (oltre che animalista: la corrida è qui ritratta come barbarie travestita da tradizione, il mattatoio come l'incubo dei bovini), ma Saldhana si ricorda soprattutto di divertire, e crea una galleria di personaggi comici tra cui spiccano la capra Lupe, tre porcospini che paiono usciti da Mission: Impossible e tre cavalli assolutamente demenziali. L'ironia degli autori è evidente anche nella scelta del doppiatore americano di Ferdinand, il campione di wrestling John Cena. Anche il modo con cui trattano argomenti davvero delicati, come la morte di un padre e il destino delle bestie da macello, riesce ad essere garbato senza per questo negare la realtà dei fatti.

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