IL FILO NASCOSTO giovedì 1, venerdì 2: ore 21,15 sabato 3, domenica 4: ore 18,30 – 21,15

 

IL TUTTOFARE

 

Il Tuttofare, il film di Valerio Attanasio, racconta una vicenda tutta italiana, quella di Antonio Bonocore (Gugliemo Poggi), praticante in legge, che sogna un contratto nel prestigioso studio del suo mentore, il principe del foro Salvatore "Toti" Bellastella (Sergio Castellitto): fine giurista, è il non plus ultra tra gli avvocati italiani. 

Per lui Antonio fa tutto: assistente, portaborse, autista e perfino cuoco personale. Il fatto è che lo studio è di proprietà di Titti (Elena Sofia Ricci), la moglie di Bellastella. 

Quando Antonio supera brillantemente l'esame di stato, ha la possibilità di diventare socio dello studio con un compenso eccezionale. Eppure c’è ancora un favore da fare: Antonio dovrà sposare Isabel (Maria Clara Alonso) l’amante argentina di Toti per assicurarle la cittadinanza italiana... si tratta solo di una firmetta in Comune…e così il ragazzo accetta: niente di più sbagliato! Ora è davvero in un mare di guai.

 

GENERE: Commedia

 

REGIA: Valerio Attanasio

 

ATTORI: Sergio Castellitto, Guglielmo Poggi, Clara Alonso, Elena Sofia Ricci, Domenico Centamore, Mimmo Mignemi, Beatrice Schiros

 

DURATA: 96 Min

 

CRITICA: una strepitosa recitazione di Castellitto che giganteggia su tutto il film.

È meritevole di complimenti ogni individuo che ha lavorato a questa commedia. Il regista e autore della sceneggiatura Valerio Attanasio in primis che mostra di conoscere tanto i confini del genere, sapendo creare una storia molto divertente senza sforare nella farsa, quanto la storia della commedia all'italiana di cui siamo tutti ereditari. L'istrionico Castellitto a suo modo onora i grandi interpreti di quelle storie che raccontavano la nostra società e si fa protagonista di una performance, sopra le righe sì, ma non caricaturale. Allo stesso modo il Guglielmo Poggi si rivela capace di dare personalità al suo personaggio mantenendo un equilibrio tra umorismo gentile e verosimiglianza con la realtà del precariato giovanile (per quanto la realtà stessa sia la vera anomalia). 

Antonio Bonocore è un praticante legale che lavora - senza contratto e per 300 euro al mese - come assistente del chiarissimo professor Toti Bellastella, principe del foro e docente di Diritto penale. Per Bellastella Antonio fa di tutto, comprese la spesa e la preparazione di pasti gourmet, precipitandosi ogni giorno dall'agro romano al centro della Capitale dopo due ore di trasporti pubblici. Ma il suo zelo polivalente non basta: per fargli compiere il salto di qualità Bellastella propone al giovane praticante il sacrificio personale di impalmare l'amante spagnola dell'avvocato e permetterle di acquisire la cittadinanza italiana. Riuscirà Antonio a mediare fra la sua coscienza e il desiderio di affermarsi in un mondo dominato dalle raccomandazioni?

Valerio Attanasio, già co sceneggiatore di Smetto quando voglio e di Gianni e le donne, debutta alla regia di un lungometraggio.

Debutta con una storia che parte dall'amara esperienza della sua generazione (classe 1978): quella di confrontarsi con un mondo del lavoro che concede ai giovani (non raccomandati) unicamente la possibilità di essere sfruttati dalla generazione ex sessantottina che si è presa tutto e ha lasciato ai posteri solo le briciole. Ad incarnare quella generazione è Sergio Castellitto, che nei panni di Toti Bellastella regala la prova d'attore che da sola vale il prezzo del biglietto. Castellitto costruisce un personaggio (molto ben scritto da Attanasio) spassoso ma che non concede nulla all'empatia del pubblico: un cattivo carismatico che non strizza l'occhio agli spettatori e non li invita subliminalmente all'emulazione.  

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