IN VIAGGIO CON JACQUELINE

 

Fatah, piccolo coltivatore algerino, ha occhi solo per la sua mucca Jacqueline e sogna di portarla a Parigi al Salone Internazionale dell'Agricoltura. Quando finalmente riceve l'agognato invito, deve trovare il modo per raggiungere la Francia e Parigi, lasciando il suo sperduto villaggio in Algeria. Con una colletta di tutti i compaesani attraversa il mare e approda a Marsiglia. Di lì inizia per l’uomo e il quadrupede un lungo, faticoso viaggio a piedi attraverso tutta la Francia. Incontri pericolosi, incontri sorprendenti, l'inattesa caduta e la risalita, la solidarietà e l'ottusità, tra risate, sorprese, crucci e allegria in un viaggio inaspettato e pieno di tenerezza.

 

GENERE: Commedia

 

REGIA: Mohamed Hamidi

 

ATTORI: Fatsah Bouyahmed, Jamel Debbouze, Lambert Wilson, Julia Piaton, Hajar Masdouki, Patrice Thibaud

 

DURATA: 91 Min

 

CRITICA: un clima di festa giocosa che induce lo spettatore a riflettere sul fatto che generalizzare è sempre e comunque un errore.

Un film on the road a piedi può avere una sua originalità, ma considerando che al guinzaglio il protagonista ha una vacca, allora è chiaro che l'avventura In viaggio con Jacqueline è una stralunata commedia. Un algerino di campagna che risale la Francia, da Marsiglia a Parigi, per far concorrere la sua amata vacca a un concorso di bellezza. Gli incontri curiosamente assortiti sono garantiti, ma niente fa cedere l’animo naif di Fatah in questo tenero feel good movie che si prende il lusso di ritmi lenti, fuori dalle strade più battute. Divertente e spiazzante, ha una carica di umanità fuori scala che rende impossibile non tifare a squarciagola per i due protagonisti, quello con e quella senza corna.

Fatah è un contadino che vive con la moglie e due figlie in un piccolo villaggio dell'Algeria. La sua passione è l'unica mucca che ha: Jacqueline. Da anni chiede di poter concorrere con lei al Salone dell'Agricoltura di Parigi e finalmente la sua costanza viene premiata: riceve l'invito. Messi insieme, con l'aiuto dei compaesani, i soldi necessari per la traversata e la sussistenza Fatah e Jacqueline partono. L'idea è quella, una volta sbarcati a Marsiglia, di raggiungere Parigi a piedi. Il viaggio ha inizio.

Il cinema francese ha nella propria storia di prodotti destinati al più vasto pubblico un film che molti ricordano per le risate ma anche per la commozione.

Si tratta di La vacca e il prigioniero di Henri Verneuil in cui Fernandel interpretava il ruolo di un prigioniero francese dei tedeschi che fuggiva da un campo di prigionia portandosi dietro una mucca.

Il film viene citato esplicitamente da Hamidi e, in questo modo, il regista dichiara la sua linea narrativa. Sarebbe infatti facile liquidare In viaggio con Jacqueline utilizzando la ormai onnicomprensiva e superficiale definizione di 'buonista'. Perché Fatah in Francia trova sempre persone disposte ad aiutarlo (polizia a parte). Anzi, chi lo tratta male al suo arrivo è il cognato che si è 'sistemato' e non vuole averlo tra i piedi. Gli altri trovano il modo di favorire il suo percorso verso Parigi. Non è certo la Francia di Marine Le Pen quella che si trova davanti, neppure quando i media iniziano ad occuparsi di lui, novello Forrest Gump che però una meta ce l'ha. 

Il film non risparmia ironie sulla mentalità algerina (mentre i maschi occhieggiano su Internet donne appetibili le donne sono sotto stretto controllo degli uomini) ma ciò che lo rende originale è proprio il clima di festa giocosa, anche se costellata di equivoci e incidenti, che induce lo spettatore, che non sia già schierato in modo pregiudizievole, a riflettere sul fatto che generalizzare è sempre e comunque un errore. Fatah ha un sogno come ce l'hanno tanti di coloro che cercano di raggiungere l'Europa. La quale ha i suoi problemi (e la protesta degli agricoltori è lì a testimoniarlo) ma non sarà certo demonizzando tutto il mondo musulmano che si sconfiggerà l'Isis. Fatah e la sua Jacqueline ce lo ricordano con un sorriso e un muggito. TORNA ALLA HOME PAGE