IO E LULÙ Prima Nazionale giovedì 12, venerdì 13, sabato 14, domenica 15: ore 21:15 sabato 21, domenica 22: ore 18:30 #IoELulù

 

IO E LULU'

 

Io e Lulù, film diretto da Channing Tatum e Reid Carolin, è una divertente ed emozionante commedia che vedrà Briggs (Channing Tatum) e una simpatica cagnolina di nome Lulù imbarcarsi in un esilarante avventura ricca di colpi di scena. Durante il tragitto instaureranno un forte legame che li aiuterà a conoscersi, rideranno a crepapelle e troveranno la felicità.

 

Genere: Commedia

 

Regia: Reid Carolin, Channing Tatum

 

Attori: Channing Tatum, Q'Orianka Kilcher, Jane Adams, Kevin Nash, Aqueela Zoll, Kameron Hood, Ronnie Gene Blevins, Cayden Boyd, Nicole LaLiberte, Skyler Joy, Amanda Booth, Darren Keilan, Patricia Isaac, Luke Forbes

 

Durata: 101 min

 

Critica: la ruvida e toccante relazione fra un uomo e un cane… (tranquilli, il cane non muore)

Ex ranger dell'esercito americano affetto da stress post-traumatico, Jackson viene incaricato di portare Lulù, cagna utilizzata dai militari nelle missioni oltremare, al funerale del suo padrone, un ex compagno d'armi dello stesso Jackson ucciso in Pakistan. Al termine del viaggio, che porterà dallo stato di Washington all'Arizona, l'animale sarà sottoposto a eutanasia, perché diventato violento e imprevedibile. Nel corso di due giorni molto avventurosi, tra disavventure in hotel, un arresto e l'incontro di Lulù con il suo gemello, Jackson e la cagna impareranno a fidarsi l'uno dell'altra, arrivando in tempo alla funzione e trovando entrambi un nuovo senso alle rispettive vite.

Negli Stati Uniti il successo inaspettato di Io e Lulù, costato 15 milioni di dollari e arrivato a guadagnarne poco più di 60, ha confermato lo status di star di Channing Tatum, capace di affermare la propria icona di sex symbol universale e al tempo stesso di americano autentico.

Jackson Briggs e la sua inattesa compagna di viaggio, un cane da pastore belga aggressivo ma dolce, sono entrambi reduci di guerra, feriti nell'animo prima ancora che nel corpo, incapaci di dimenticare ciò che hanno visto e senza più un posto nel mondo civile. La loro è senza dubbio una storia d'amicizia e d'amore, declinata secondo le regole di un road movie che procede per tappe e porta infine a un cambiamento prevedibile e inevitabile.

Indie nello stile e nel tono, con il suo insistere su personaggi marginali (ex soldati disagiati, coltivatori di marjuana, donne promiscue, senzatetto, allevatori di cani) e con le sue canzoni indie-folk in colonna sonora (piena di nomi del mondo indie rock, da Kurt Vile ai My Morning Jacket), Io e Lulù è piuttosto tradizionale nell'affermare una visione libertaria tipicamente americana e nel ribadire una profonda relazione tra i personaggi e il paesaggio, che ovviamente è quello dei grandi spazi della nazione, dalle foreste del nord-ovest alle scogliere dalla California, dalle strade di San Francisco alle pianure desertiche dell'Arizona.

Quella celebrata da Tatum, interprete e coregista con il produttore Reid Carolin (sceneggiatore del film e in generale una delle anime dietro a molti successi dell'attore: Magic Mike, La truffa dei Logan, Sotto assedio - White House Down), è la solita America popolare e schietta, disposta a uccidere terroristi in guerra (che nella visione del protagonista è spietata e violenta, ma mai sbagliata) e abbastanza onesta da ammetterlo.

Nella scena chiave in cui Jackson è costretto a comparire in un confronto all'americana perché ritenuto responsabile dell'aggressione di Lulù ai danni di un avvocato di origini arabe, l'ex soldato ligio all'educazione ricevuta non nega le proprie responsabilità, ma si difende dicendo che la cagna è stata addestrata ad attaccare le persone con tratti mediorientali. E tutto si risolve nel nome di una reciproca riconoscibilità, che per quanto ambigua è forse più credibile della tanto sbandierata integrazione di cui il cinema americano va sproloquiando da tempo.

In questo senso l'aspetto da American boy di Channing Tatum si addice perfettamente alla parte, perché mostra la fragilità e la forza del personaggio, la sua aria bonaria (anche femminile, quando indossa una vestaglia a fiori) e alla bisogna implacabile. Un vero ranger, insomma, che sconfessa con il suo cammino di guarigione anni di letteratura americana sugli effetti delle guerre in Medio Oriente (da "Yellow Birds" di Kevin Powers a "Ohio" di Stephen Markley a "Fine missione" di Phil Klay), che hanno utilizzato proprio i luoghi comuni e gli ideali dell'America profonda - non necessariamente conservatrice e fascistoide - per descrivere un panorama umano e sociale devastato.

Io e Lulù, invece, trovando una voce melodrammatica e accomodante, gioca facile nel mostrare la ruvida eppure toccante relazione fra un uomo e un cane, sullo sfondo di un paese che accetta le proprie ferite e si gode la propria bellezza

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