IO SONO TEMPESTA giovedì 10, venerdì 11:ore 21,15 sabato 12, domenica 13: ore 18,30 – 21,15

 

IO SONO TEMPESTA

 

Io sono Tempesta, il film diretto da Daniele Luchetti, vede Marco Giallini nei panni di Numa Tempesta, un finanziere che gestisce un fondo da un miliardo e mezzo di euro e abita da solo nel suo immenso hotel deserto, pieno di letti in cui lui non riesce a chiudere occhio. 

Tempesta ha soldi, carisma, fiuto per gli affari e pochi scrupoli. Un giorno la legge gli presenta il conto: a causa di una vecchia condanna per evasione fiscale dovrà scontare un anno di pena ai servizi sociali in un centro di accoglienza. 

E così, il potente Numa dovrà mettersi a disposizione di chi non ha nulla, degli ultimi. Tra questi c'è Bruno (Elio Germano), un giovane padre che frequenta il centro con il figlio, in seguito ad un tracollo economico. 

L’incontro sembrerebbe offrire ad entrambi l'occasione per una rinascita all’insegna dei buoni sentimenti e dell’amicizia. Ma c’è il denaro di mezzo e un gruppo di senzatetto che, tra morale e denaro, tenderà a preferire il denaro. Alla fine, come nel miglior cinema di Daniele Luchetti, bisognerà chiedersi: chi sono i buoni, se ci sono?

 

GENERE: Drammatico

 

REGIA: Daniele Luchetti

 

ATTORI: Marco Giallini, Elio Germano, Eleonora Danco, Jo Sung, Francesco Gheghi, Carlo Bigini, Marcello Fonte, Franco Boccuccia, Paola Da Grava, Federica Santoro, Luciano Curreli

 

DURATA: 97 Min

 

CRITICA: il ritratto di un paese che sta cambiando pelle ma che rimane ben ancorato ai suoi peggiori difetti. Daniele Luchetti racconta la realtà preferendo al cinema del dolore e al realismo e neorealismo l'opera buffa, la farsa, la tragicommedia. Citando Shining e ricordandosi di Bertolt Brecht, il regista non dichiara guerra ai suoi personaggi, ma in fondo - e moralmente - non salva nessuno.

Il finanziere Numa Tempesta sta per avviare un grande progetto immobiliare in Kazakistan. Ma proprio al momento di chiudere le trattative con gli investitori internazionali i suoi avvocati lo informano che dovrà scontare una condanna per frode fiscale: non in carcere, che gli avvocati sono riusciti ad evitargli, ma prestando servizi sociali presso un centro di accoglienza. Passaporto e cellulare gli vengono ritirati da Angela, che gestisce il centro, e Numa è adibito a vari compiti di assistenza - compreso quello di tenere puliti i bagni comuni.

La parabola di Tempesta è dichiaratamente ispirata a quella di Silvio Berlusconi, ma lo sviluppo del personaggio ha più a vedere con la commedia all'italiana che con l'attualità politica (anche se nella realtà spesso le due si sovrappongono).

Nelle intenzioni di Daniele Luchetti pare esserci il ritratto di un Paese che sta cambiando pelle ma che rimane ben ancorato ai suoi peggiori difetti: il qualunquismo, la rincorsa della ricchezza facile, e quella corruttibilità secondo cui tutti, nessuno escluso, hanno un prezzo.

Nel ruolo di Tempesta c'è Marco Giallini, la cui presenza carismatica è perfetta per conferire ad un "pezzo di malacarne" una irresistibile qualità umana. Accanto a lui Elio Germano che, dopo la Palma d'oro per la sua interpretazione ne La nostra vita, si cimenta ora con l'ambiguo ruolo di Bruno, un padre travolto dalla crisi e costretto a rifugiarsi con il figlio nel centro di accoglienza cui è stato assegnato l'imprenditore.

Io sono Tempesta si presenta come una parabola sul potere di corruzione del denaro e sul valore dell'umana dignità, forse meno "non negoziabile" come si vorrebbe credere - "Povero re, e povero anche il cavallo", chiosa la canzone di Jannacci che fa parte della colonna sonora del film. E la pasta di cui sono fatti Numa e Bruno a ben guardare non è tanto diversa. 

Accanto a Giallini e Germano, molti attori agli esordi o addirittura presi dalla strada (parte delle riprese sono state effettuate a Campo Imperatore, coinvolgendo alcuni abitanti di Castel Del Monte), più una forte presenza femminile: Eleonora Danco, attrice e regista prevalentemente teatrale ma pronta a lasciare il segno sul grande schermo nei panni di un'assistente sociale di grande carattere. Del resto il suo debutto alla regia cinematografica mostrava già ciò di cui Danco è (N-)capace. La sceneggiatura è firmata a sei mani da Daniele Luchetti, Sandro Petraglia e Giulia Calenda, la cui zia Paola Comencini firma la scenografia. TORNA ALLA HOME PAGE