MA COSA CI DICE IL CERVELLO

 

Ma cosa ci dice il cervello, il film diretto da Riccardo Milani, racconta la storia di Giovanna (Paola Cortellesi) una donna dimessa, addirittura noiosa, che si divide tra il lavoro al Ministero e gli impegni scolastici di sua figlia Martina. Dietro questa scialba facciata, Giovanna in realtà è un agente segreto, impegnato in pericolosissime missioni internazionali. In occasione di una rimpatriata tra vecchi compagni di liceo, i gloriosi “Fantastici 5” (Stefano Fresi, Vinicio Marchioni, Lucia Mascino, Claudia Pandolfi), tra ricordi e risate, Giovanna ascolta le storie di ognuno e realizza che tutti, proprio come lei, sono costretti a subire quotidianamente piccole e grandi angherie al limite dell’assurdo. Con tutti i mezzi a sua disposizione e grazie ai più stravaganti travestimenti, darà vita a situazioni esilaranti che serviranno a riportare ordine nella sua vita e in quella delle persone a cui vuole bene.

 

GENERE: Commedia

 

REGIA: Riccardo Milani

 

ATTORI: Paola Cortellesi, Stefano Fresi, Vinicio Marchioni, Lucia Mascino, Claudia Pandolfi, Tomas Arana, Teco Celio, Remo Girone, Ricky Memphis, Emanuele Armani, Giampaolo Morelli, Chiara Luzzi, Alessandro Roia, Carla Signoris

 

DURATA: 100 Min

 

CRITICA: "Chi mena per primo mena due volte" tra spy story e parodia, Paola Cortellesi dichiara guerra al degrado.

Una commedia sociale per raccontare un Paese che ha bisogno di risvegliarsi dal torpore. Proprio come farà la sua protagonista, Paola Cortellesi, donna abituata alle angherie del quotidiano, alle prepotenze del traffico e che un giorno, rincontrando amici di vecchia data, avrà la forza per alzare la testa e smuovere qualcosa, magari rimettendo le cose al proprio posto. Tutto, ovviamente, in chiave di commedia, la stessa che ha portato a numerosi premi la coppia per il film precedente Come un gatto in tangenziale. Questa volta Cortellesi interpreta "una donna che quando esce di casa non fa più caso a quello che succede intorno a lei. Attraverso il suo sguardo vogliamo raccontare tutto il Paese, in chiave di divertimento e riflessione". Ma andando con ordine, la struttura del film inizia esattamente come un cinecomic, con la descrizione della vita anonima di copertura della protagonista, una donna grigia che si trascina la mattina nel suo ufficio di un ministero. Non ha super poteri, ma super responsabilità sì, una volta strisciato il proverbiale cartellino, e scesa nell’iper tecnologico e segreto quartier generale dei “Servizi Nazionali”. 

Quella di Giovanna è una doppia vita che, se ingloba l’archetipo della fuga, crea non poche frustrazioni quotidiane dovute all’esasperata ricerca dell’anonimato in quella che non è più la vera vita, ma una condizione in cui si trascina, fra una madre irrefrenabile, fra vestiti alla Abba e corsi di reggaeton, e una figlia piccola che non stima la madre dalla vita così dimessa. Insomma, è un duro lavoro quello degli agenti segreti, niente gloria pubblica e pure la necessità di sopportare i tragitti in macchina per una città isterica e totalmente fuori controllo senza reagire, per non perdere la composta copertura.

Sono infatti quotidianamente vessati, i suoi amici: dalla fracassona hostess Claudia Pandolfi al saggio allenatore di calcio per ragazzi Vinicio Marchioni, passando per la pediatra che lotta contro pazienti laureati su Wikipedia, interpretata da Lucia Mascino; ma soprattutto c’è l’insegnante vecchia fiamma di Giovanna, Stefano Fresi, dopo tanti anni sempre biondo, ma per il resto cambiato non poco.

A quel punto, Giovanna si prenderà una pausa dalle sue missioni, tutto sommato credibili, per farsi paladina dei suoi amici, vendicandosi incarnando una decina di personaggi diversi, sempre senza esagerare, degli orrendi vessatori portatori insani di vizi e mostruose abitudini dell’italiano di oggi. Allergia alle regole del vivere comune, mancanza di rispetto per le competenze, sempre maggior convinzione che un rapido sfogliar di Wikipedia possa sostituire anni di studi, isterica incapacità a tollerare una anche elementare convivenza reciproca: sono queste le principali atrocità sociali di questi anni che Milani vuole far emergere. Per sconfiggerle niente schioccar di dita con guanto o kriptonite, ma la sempre efficace, ma ormai dimenticata, arma di contenimento delle proprie esagerazioni che si chiama vergogna, esponendoli a un capovolgimento del loro punto di vista, mettendoli davanti a uno specchio.

Se solo funzionasse nella vita reale.

Temi e personaggi sono tanti, anche se “Ma cosa ci dice il cervello”, per rispondere alla domanda di molte righe più in alto, riesce a far ridere, senza usare quell’isterico cattivismo che vuole denunciare, usando il garbo di una protagonista, Paola Cortellesi, il cui talento comico viene supportato da compagni di squadra efficaci e ben assortiti. TORNA ALLA HOME PAGE