MARX PUÒ ASPETTARE giovedì 15, venerdì 16, lunedì 19, martedì 20, mercoledì 21 ore 21:15 sabato 17, domenica 18, sabato 24, domenica 25: ore 19:00 e ore 21:15  #MarxPuòAspettare

MARX

 

PUO' ASPETTARE

 

Marx può aspettare, film diretto da Marco Bellocchio, è un documentario sulla famiglia del regista, che si sofferma in particolare su Camillo, il gemello di Marco, morto il 27 dicembre 1968. Viene affrontato il grigio tema del lutto, il dolore da sopportare tra fratelli con la volontà di nascondere una tragedia simile alla madre.

Camillo muore in un anno iconico, il '68, quello della rivoluzione, della ribellione giovanile, che non lo hanno mai interessato. Camillo non si sentiva parte dei giovani rivoluzionari, tanto che nell'ultimo incontro con Marco afferma che "Marx può aspettare"; eppure, ricostruendo tassello dopo tassello la storia della famiglia Bellocchio e la morte del fratello, il regista inevitabilmente deve citarlo questo anno rivoluzionario, accompagnato delle tesi marxiste. Un filo rosso lega inevitabilmente Camillo a Marx, nonostante il disinteresse del primo verso il secondo.

Questa è la storia di una famiglia, che ha affrontato come tante altre, un orribile evento e che viene raccontata senza censure, pudori o vergogna.

 

Regista: Marco Bellocchio

 

Genere: Documentario

 

Durata: 90 min

 

Un tuffo nel passato del regista che ripercorre i momenti che hanno portato al suicidio di suo fratello gemello Camillo nel 1968.

Ecco quanto ha dichiarato il regista: «Il 16 dicembre 2016 Letizia, Pier Giorgio, Maria Luisa, Alberto ed io, Marco, le sorelle e i fratelli Bellocchio superstiti ci riunimmo, con mogli, figli e nipoti al Circolo dell'Unione a Piacenza per festeggiare vari compleanni. Io avevo organizzato il pranzo con l'idea di fare un film sulla mia famiglia, ma non avevo ancora le idee chiare. Non sapevo che cosa volevo esattamente fare. In realtà lo scopo era un altro...Fare un film su Camillo, l'angelo, il protagonista di questa storia. "Marx può aspettare" racconta della morte di Camillo, mio gemello, il 27 dicembre del 1968. Una storia totalmente autobiografica, ma che vuole essere "universale" (altrimenti che interesse potrebbe avere?) per almeno due motivi: una riflessione sul dolore dei sopravvissuti (eravamo abbastanza sani noi fratelli per sentire dolore?), ma soprattutto sulla volontà di nascondere la verità a nostra madre, convinti che altrimenti non avrebbe sopportato la tragedia. E perciò il teatro nella tragedia. Il secondo motivo è che la morte di Camillo cade in un anno "rivoluzionario", il 1968. L'anno della contestazione, della libertà sessuale, del maggio francese, dell'invasione della Cecoslovacchia, ma tutte queste rivoluzioni passarono accanto alla vita di Camillo, non lo interessarono. "Marx può aspettare" mi disse l'ultima volta che ci incontrammo...»   TORNA ALLA HOME PAGE