Travo: Cinema Sotto Le Stelle 2019 NON CI RESTA CHE IL CRIMINE lunedì 5: dalle ore 21:30 #NonCiRestaCheIlCrimine

 

NON CI RESTA

CHE IL CRIMINE

 

E se improvvisamente, per destino o per caso, vi ritrovaste negli anni’80? E’ quello che succede a tre improbabili amici che hanno fatto dell’arte di arrangiarsi uno stile di vita. Siamo a Roma nel 2018 e tre amici di lungo corso, con scarsi mezzi ma un indomabile talento creativo, decidono di organizzare un "Tour Criminale" di Roma alla scoperta dei luoghi simbolo della Banda della Magliana. L’idea è di Moreno e, senza dubbio, sarà una miniera di soldi. Abiti d’epoca, jeans a zampa, giubbotti di pelle, stivaletti e Ray-Ban specchiati, ed è fatta…sono pronti per lanciarsi nella nuova impresa. Se non fosse che, per un imprevedibile scherzo del destino, vengono catapultati nel 1982 nei giorni dei gloriosi Mondiali di Spagna e si ritrovano faccia a faccia con Renatino, capo della Banda che all’epoca gestiva le scommesse clandestine sul calcio. Come fare per tornare indietro? I tre amici vorrebbero infatti ritornare al futuro senza rinunciare alla ghiotta occasione di fare un po’ di soldi con le scommesse, come suggerisce Moreno. Potrebbero puntare su Giuseppe, che è un vero Wikipedia dei Mondiali ed un pozzo di scienza calcistica? Potrebbe forse aiutarli Gianfranco, il nerd della scuola che ha incredibilmente fatto fortuna? Oppure la svolta potrebbe arrivare dalla Donna del Boss, la dirompente e ambigua ballerina che rischia di sconvolgere l’equilibrio sentimentale di Sebastiano? Intrappolati dal loro stesso gioco, nessuno di loro avrebbe mai immaginato di ritrovarsi in una intricata quanto beffarda avventura criminale.

 

Genere: Commedia

 

Regia: Massimiliano Bruno

 

Attori: Alessandro Gassmann, Marco Giallini, Edoardo Leo, Gianmarco Tognazzi, Ilenia Pastorelli, Massimiliano Bruno, Daniele Trombetti, Daniele Blando, Emanuel Bevilacqua, Sara Baccarini, Lorenzo Lucchi

 

Durata:102 min

 

CRITICA: Già nemici-amici in Beata Ignoranza, in cui uno rinunciava alla tecnologia mentre l'altro scopriva pian piano le meraviglie di Facebook, Instagram e WhatsApp, Marco Giallini e Alessandro Gassmannduettano nuovamente davanti alla Macchina da presa di Massimiliano Bruno in Non ci resta che il crimine.

Il "non ci resta" del titolo richiama immediatamente alla memoria la celebre commedia di (e con) Roberto Benigni e Massimo Troisi, storia di un salto nel passato di due amici, precipitati alla fine del 1400. Qui i compagni d'avventura sono tre (c'è pure Gianmarco Tognazzi), e anche loro tornano indietro nel tempo, ma solo di 36 anni, venendo misteriosamente catapultati nell'anno dei Mondiali di Spagna, che l'Italia vinse sconfiggendo la Germania per 3 a 1.

Ma più che di Paolo Rossi, Zico, e Rummenigge, nel film si parla di un altro "mito" dell'epoca, la Banda della Magliana, organizzazione criminale coinvolta nelle più grandi scelleratezze del periodo e reintrodotta prepotentemente nell'immaginario collettivo all'indomani della pubblicazione del romanzo di Giancarlo De Cataldo "Romanzo criminale" e della sua trasformazione prima in film e poi in una serie tv. Gli sfigati Moreno (Giallini), Giuseppe (Tognazzi) e Sebastiano (Gassmann) sono degli intenditori della Banda, tanto che organizzano un tour nei luoghi della Capitale in cui "bazzicavano", fra gli altri, Franco Giuseppucci, Maurizio Abbatino e Renatino De Pedis. Proprio quest’ultimo è fra i personaggi più di rilievo di Non ci resta che il crimine e ha il volto di Edoardo Leo.

L'attore è alla sua seconda collaborazione cinematografica con Bruno (se non si conta un piccolissimo ruolo in Nessuno mi può giudicare), mentre Tognazzi è alla prima. Gassmann è stato diretto da Max, oltre che nel sopracitato Beata ignoranza, in Viva l'Italia! e Gli ultimi saranno ultimi, mentre Giallini lo rammentiamo anche in Confusi e felici. Nell'opera settima dell'autore di Nessuno mi può giudicare c’è inoltre Ilenia Pastorelli, che fa la pupa del boss e che, pur non somigliando a Heather Parisi, ha una tutina uguale a quella indossata dalla soubrette americana mentre cantava "Disco Bambina".

Un ritorno al tempo dei Paninari, dei Duran Duran e dei Kiss è abbastanza normale da parte del regista romano. Quegli anni, in cui era adolescente e che ha letteralmente adorato, il nostro li ha già raccontati al cinema, sceneggiando Notte prima degli esami. Celebrandoli, non si è dimenticato di omaggiare neppure il genere action che allora era rappresentato, ad esempio, da Rambo, uscito proprio nel 1982. E di azione, in Non ci resta che il crimine, ce n'è eccome, con sparatorie, calci, cazzotti e vetrate che si infrangono. Tuttavia, la forza del film, il cui copione è stato scritto anche dal geniale e gettonatissimo Nicola Guaglianone, sta in una comicità sia si parola che di situazione. Non rinunciando alle abitudini da uomini del terzo millennio, gli scamuffi protagonisti della vicenda ne combinano di ogni. A qualcuno suonerà il cellulare durante una rapina, qualcun altro spaccerà per sua, per amore, una canzone scritta da altri (proprio come faceva Troisi in Non ci resta che piangere, andando addirittura a scomodare l’inno di Mameli). Eppure, come accadeva nelle buone vecchie commedie all'italiana, accanto alla risata c’è sempre un pizzico di amarezza: nel ritratto di personaggi che per sopravvivere si arrabattano e in una riflessione graffiante sull'Italia di oggi.  TORNA ALLA HOME PAGE