NON SPOSATE LE MIE FIGLIE 2 venerdì 19: ore 21:15 sabato 20: ore 18:30  domenica 21: ore 21:15 lunedì 22: ore 18:30  #NonSposateLeMieFiglie2

 

NON SPOSATE 

LE MIE FIGLIE 2

 

Dopo il grande successo di “Non sposate le mie figlie!”, fenomeno cinematografico con oltre 150 milioni di euro incassati in tutto il mondo, tornano nelle sale italiane i coniugi Verneuil alle prese con una nuova crisi familiare… Claude e Marie sembrano ormai essersi rassegnati al matrimonio delle loro adorate quattro figlie con uomini di origini e culture molto distanti dalla loro: Rachid, musulmano di origini algerine, Chao, ateo e figlio di cinesi, l’ebreo David e il senegalese Charles. Ma la loro tranquillità familiare viene messa ancora una volta a dura prova quando scoprono che i loro generi hanno deciso di lasciare la Francia con mogli e figli in cerca di fortuna all'estero. Come se non bastasse, atterrano in Francia anche i consuoceri Koffi per il matrimonio della loro unica figlia femmina. Incapaci di immaginare la loro famiglia lontana e di non vedere crescere i propri nipoti, Claude e Marie sono pronti a tutto pur di trattenerli e dimostrare loro che la Francia è il posto migliore in cui possano vivere.

 

GENERE: Commedia

 

REGIA: Philippe de Chauveron

 

ATTORI: Christian Clavier, Chantal Lauby, Ary Abittan, Medi Sadoun, Frédéric Chau, Noom Diawara, Frédérique Bel, Julia Piaton, Emilie Caen, Elodie Fontan, Tatiana Rojo, Claudia Tagbo

 

DURATA: 99 Min

 

CRITICA: Claude e Marie Verneuil hanno fatto pace col fatto che le loro quattro figlie si sono sposate con uomini di culture molto diverse dalla loro: un musulmano, un cinese, un ebreo e un ivoriano. L'importante è che non debbano più viaggiare nelle terre dei consuoceri e possano starsene in pace a casa loro, tra mucche, patè d'oca e taglieri di formaggi. Ma cosa succederebbe se le quattro giovani coppie, scontente del clima discriminatorio nazionale, decidessero di trasferirsi altrove? Claude e Marie, di fronte a tale minaccia, capiscono di dover correre immediatamente ai ripari.

Tornano i Verneuil e i Koffi, capitanati da Christian Clavier e Pascal N'Zonzi, e torna la formula narrativa fortunatissima del primo film: la commedia della divisione e della riunione finale, parecchi cliché, risate di pancia e tutta una serie di giochi di parole che il doppiaggio non sempre arriva a tradurre.

Al centro, il politicamente corretto, concetto nato ambiguo, arma a doppio taglio, acrobazia di relativismo, controverso "esonimo" della nostra contemporaneità. Ma, allora, a cosa appellarsi? A quale dio votarsi (Qu'est ce-qu'on a encore fait au bon Dieu? è il titolo originale), da quale faro farsi illuminare il cammino sociale? Il regista De Chauveron, attraverso il personaggio di Verneiul, risponde come De Gaulle, con l'amor di patria ("Patriottismo è amare il proprio paese, nazionalismo è detestare quello degli altri").

Tra la mezza trentina di attori in scena, senza contare le discendenze, c'è, infatti, una protagonista assoluta, che è la Francia: sottoposta a processo dai suoi stessi cittadini, scandagliata da ogni punto di vista, minacciata di abbandono e tradimento, finirà per rivelarsi ancora una volta il migliore dei posti possibili, quello che li contiene tutti, nel nome della tolleranza e della polvere sotto il tappeto. 

Si potrebbero appuntare molte cose, per esempio che non si esca da una certa classe sociale, tutta villone di campagne, uffici sovradimensionati e rassicuranti filiali bancarie di provincia (nella regione di Tour), ma bisogna saper guardare al lato positivo: Non sposate le mie figlie, specie in questo secondo volume, fa passare il suo messaggio d'integrazione in modo intelligente, ossia dandolo per assodato, anche se, come sappiamo, la realtà è più complicata di come la raccontano i film (per dirla con una battuta del film stesso).

Le difficoltà dell'accettazione del diverso e dello straniero da parte di Claude Verneuil non sono ormai differenti dalle difficoltà di ogni padre di famiglia di lasciar andare le figlie tra le braccia di un altro uomo, e le frecciatine sui paesi di origine, sui gusti alimentari e le idiosincrasie culturali non sono che pretesti per l'eterno battibecco tra suocero e genero. In fondo, non è un'affermazione da poco per un film che, se bisserà il successo del primo, parlerà a due decine di milioni di persone. Poi, certo, la commedia prima di tutto e allora ecco il profugo afghano sospettato fino all'ultimo di terrorismo da Verneuil, ma siamo nella farsa, esagerata, catartica, popolare. 

Con l'introduzione del tema del matrimonio tra donne, Non sposate le mie figlie 2 si conferma infine un manuale di progressismo per il grande pubblico, ben intenzionato e simpaticone, allergico alle sfumature ma pronto all'autoconstatazione che i francesi sono strani, né più né meno di tutti gli altri.

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