SCAPPA 

GET OUT

 

Chris (Daniel Kaluuya), un giovane fotografo e artista afro-americano di New York, accetta di conoscere i genitori della sua fidanzata bianca Rose (Allison Williams), durante un weekend fuori città nella loro tenuta di famiglia. I genitori della ragazza Missy e Dean (Catherine Keener e Bradley Whitford) e il fratello minore Jeremy (Caleb Landry Jones) si dimostrano fin da subito gentili e accomodanti, forse per dissimulare l'imbarazzo generato dal rapporto interraziale della figlia. Alcuni eventi e scoperte sempre più inquietanti, il comportamento enigmatico dei domestici afro-americani, la donna di servizio Georgina (Betty Gabriel) e il giardiniere della proprietà Walter(Marcus Henderson), e in seguito la scoperta delle sparizioni di alcuni ragazzi di colore avvenute nella zona, non fanno che aumentare il sospetto di Chris che in quella casa niente sia come sembri lo portano ad una verità che non avrebbe mai potuto immaginare. Come se questo non bastasse, il suo unico possibile alleato, l'amico Rod (Lil Rel Howery) è molto molto lontano.

 

GENERE: Thriller

 

REGIA: Jordan Peele

 

ATTORI: Daniel Kaluuya, Allison Williams, Catherine Keener, Bradley Whitford, Caleb Landry Jones, Betty Gabriel, Marcus Henderson, Stephen Root, Lil Rel Howery

 

DURATA: 104 Min

 

CRITICA: un interessante graffio narrativo su un tema scottante, il razzismo onnipervasivo nella società americana.

Preceduta da un clamoroso successo di critica e di pubblico, questa sorprendente opera prima a basso budget prodotta dalla benemerita Blumhouse è uno dei più divertenti e riusciti thriller-horror del decennio. Nata dalla mente di un attore comico americano appena trentottenne ma dall’impressionante curriculum, Jordan Peele, coadiuvato dal bravissimo attore britannico Daniel Kaluuya (che avevamo già amato nelle serie Skins, Psychoville, The Fades e Black Mirror), con un cast di ottimo livello, giustifica totalmente le acclamazioni ricevute. Scappa - Get Out è infatti pieno di tensione e di ironia, capace di sovvertire le aspettative e riportare alla mente dell’appassionato, un cult movie come Society di Brian Yuzna, con un pizzico di Stuart Gordon. Razzismo, luoghi comuni e apparenze vengono fatti allegramente a pezzettini dall’intelligenza dell'autore. Più che in altri casi, meglio non leggere niente prima di vederlo per goderselo come merita.

Detto questo, basti sapere che l'opera prima scritta e diretta dal popolare attore comico americano Jordan Peele, con oltre 40 crediti in carriera, soprattutto televisivi (forse qualcuno lo ricorda con Keegan Michael Key, con cui forma il duo comico Key & Peele, nella prima stagione di Fargo: qui un reminder), fa centro sotto tutti gli aspetti: più che un horror è un thriller pieno di tensione ma anche incredibilmente divertente, che come i migliori esempi del genere (i film di Joe Dante, Society, certi titoli di Stuart Gordon) diventa anche irresistibile satira politica.

Impossibile tacere, infatti, che si parla di razzismo e della sua persistenza nella società americana, anche tra gli insospettabili che hanno votato convinti Obama. In fondo esiste anche un razzismo al contrario che si esprime con lo stereotipo: i neri sono più forti, più potenti sessualmente, più bravi nello sport. E dunque, perché non sfruttarli per le loro qualità? E come si fa, dal momento che la schiavitù è stata abolita?

Lo spunto di partenza di questa storia spassosa e inquietante è il weekend che un ragazzo di colore, Chris, si trova a passare nella residenza dei ricchi genitori della ragazza che frequenta da 5 mesi. Il problema è che lei non ha mai detto ai suoi che il fidanzato non è bianco, ma, lo rassicura, loro non sono razzisti e dunque andrà tutto benissimo. Anche se l’amico del cuore gli sconsiglia di mettersi in situazioni potenzialmente imbarazzanti, Chris gli affida il cane e parte, deciso a sopportare per amore di lei. E in effetti il primo impatto è anche troppo positivo, se non fosse per i due domestici di colore che lavorano nella casa e che hanno inquietanti abitudini notturne.

Di più, appunto, non vi diciamo, perché è un piacere unico scoprirlo man mano che il film va avanti, giostrando sapientemente tra i vari elementi in gioco e dosando in modo calibrato ironia e tensione, fino alla parte propriamente horror che non diventa mai troppo splatter ma obbedisce alle regole del gioco con quel qualcosa in più che Peele ha dimostrato di sapergli dare.

E lasciamo perdere le polemiche che per una volta hanno tolto al re del cool Samuel L. Jackson la sua corona: il fatto che Daniel Kaluuya sia inglese e non afroamericano non vuol dire assolutamente niente, è un ragazzo di colore, e tanto basta. Oltretutto è talmente bravo (non è cosa di ora: chi l’ha visto in The Fades, Psychoville e Black Mirror, o addirittura ragazzino in Skins lo sa da un pezzo) che una scelta migliore non avremmo saputo immaginarla. Per non parlare del resto del cast, dall’ottimo caratterista Stephen Root a Catherine Keener che l’aria da stronza l’ha sempre avuta e qua la mette perfettamente a frutto, a tutti gli altri che non abbiamo lo spazio di citare (ma riteneteli elogiati).

Dall’irresistibile inizio con Run Rabbit Run (canzoncina inglese che nella seconda guerra mondiale sfotteva i nazisti e che vi si pianterà in testa per sempre), alla fine che non ti aspetti (ed è un bene che Peele abbia deciso di cambiarla per staccarsi, per una volta, dalla realtà), Scappa – Get Out è un horror che non vediamo l’ora di rivedere, al contrario di tanti che vorremmo dimenticare dopo averli visti. E ancora una volta grazie a Jason Blum per averci visto giusto: tra gente di talento, del resto, ci si riconosce al volo. TORNA ALLA HOME PAGE