SI MUORE TUTTI DEMOCRISTIANI giovedì 21, venerdì 22:ore 21,15 sabato 23, domenica 24:ore 18,30 – 21,15 #SiMuoreTuttiDemocristiani

 

SI MUORE TUTTI DEMOCRISTIANI

 

Stefano (Marco Ripoldi), Fabrizio (Massimiliano Loizzi) ed Enrico (Walter Leonardi) sono amici da una vita legati dagli stessi ideali e dagli stessi sogni. Insieme gestiscono una piccola casa di produzione con la speranza di tornare a realizzare documentari a tema sociale. Quel tanto desiderato progetto sembra finalmente arrivare insieme a un considerevole guadagno economico, ma anche a un patto che potrebbe azzerare tutto ciò in cui hanno sempre creduto. E una grande domanda li turba profondamente giorno e notte: “Meglio fare cose pulite con i soldi sporchi, o cose sporche con soldi puliti?” Cosa decideranno "i nostri eroi"? Rifiuteranno il lavoro, rimanendo "sfigati", ma puri? Oppure accetteranno la proposta, stravolgendo le loro vite e i loro principi? Una riflessione ironica e impietosa sul compromesso, narrata con i toni dell’umorismo e della commedia e una lapidaria conclusione: “nasci contestatore, muori contestato”

 

GENERE: Commedia

 

REGIA: ll Terzo Segreto di Satira

 

ATTORI: Marco Ripoldi, Massimiliano Loizzi, Walter Leonardi, Renato Avallone, Valentina Lodovini, Francesco Mandelli, Martina De Santis, Augusto Zucchi

 

DURATA: 89 Min

 

CRITICA: commedia con alcuni momenti folgoranti che testimoniano della qualità della satira e dell'autoironia non banale degli autori.

Si muore tutti democristiani, il film realizzato da Il terzo segreto di Satira, racconta il percorso lavorativo di tre colleghi e amici da una vita: Enrico (Walter Leonardi), Fabrizio (Massimiliano Loizzi) e Stefano (Marco Ripoldi). 

Accomunati dagli stessi ideali e dalle stesse convinzioni politiche, hanno alle spalle un passato fortemente etico e anti sistemico, militando, pur con inclinazioni diverse, tra le file della cosiddetta sinistra italiana. 

I tre ragazzi sono accomunati anche dagli stessi sogni e dalla passione per il videomaking, ma faticano a emergere in quel mondo: hanno fondato una piccola casa di produzione, che si barcamena tra video per il sociale, per i sindacati e persino per i matrimoni, cercando di mantenere sempre una sorta di coerenza etica e politica. Ma i loro sogni sono molto più grandi: desiderano poter finalmente tornare a realizzare documentari a tema sociale e girare il mondo per lavoro. 

Improvvisamente, ricevono una proposta che potrebbe finalmente permettergli di realizzare i loro sogni. Ma non è tutto oro quel che luccica: una Onlus che si occupa di immigrazione li ingaggia per girare un documentario, offrendogli un considerevole compenso economico. Fin qui tutto bene. I problemi sorgono nel momento in cui il capo della Onlus risulta coinvolto in uno scandalo di riciclaggio di denaro e truffa ai danni degli immigrati. Il dilemma dei tre ragazzi è tanto lineare quanto complesso: sono disposti a rinnegare tutto ciò in cui hanno sempre creduto nel nome di "una buona causa"? È moralmente accettabile fare cose pulite con soldi sporchi? La crisi è inevitabile: Enrico, il più fedele alla linea politica, è deciso a rifiutare l'offerta, Fabrizio si rimette al giudizio di un tribunale e, nel frattempo, vede tutta la faccenda come un'opportunità per farsi un nome, infine l'indeciso Stefano, diviso tra le due posizioni senza la forza di scegliere da quale parte stare. 

Alla fine, cosa decideranno di fare? Accetteranno il compromesso per una serenità economica altrimenti irraggiungibile in quanto precari? 

Sullo sfondo di un'Italia in crisi, che contrasta nettamente con le passioni e i sogni dei tre giovani, il film costruisce una riflessione ironica e tagliente sulla situazione contemporanea del bel paese. Il film Si muore tutti democristiani segna l'esordio al cinema per il gruppo. Con questo film i ragazzi raccontano il percorso lavorativo e umano di tre amici e colleghi: il passato etico, politicizzato e anti-sistema, il presente precario e frustrante ma coerente e infine il compromesso che porta sì serenità economica ma che spegne le loro passioni di gioventù. Lo spunto della storia del film arriva propria dall'esperienza vissuta dal gruppo in quanto casa di produzione. Nel corso degli anni sono arrivate per loro proposte e progetti vantaggiose dal punto di vista economico, ma non in linea con i loro ideali. Si sono generate discussioni interne e i cinque hanno pensato di tradurre a livello narrativo ciò che queste discussioni avrebbero provocato se fossero andate avanti. Quello che ne esce è una riflessione ironica e impietosa sul compromesso, narrata con i toni dell'umorismo e della commedia e una lapidaria conclusione: "nasci contestatore, muori contestato" TORNA ALLA HOME PAGE