STRONGER io sono più forte Mercoledì 18, venerdì 20, sabato 21, domenica 22: ore 21,15 #Stronger

 

STRONGER

 

Ispirato a una recente storia vera di rinascita e altruismo, Stronger vede Jake Gyllenhaal nel ruolo di uno dei sopravvissuti all'attentato alla maratona di Boston del 2013. 

Per riconquistare il cuore di Erin (Tatiana Maslany), una delle atlete in gara nella storica corsa, il 27enne Jeff Bauman decide di aspettare la ragazza alla fine del percorso, di accoglierla in prossimità della linea d'arrivo con un romantico cartello fatto a mano. Quando la folla di sportivi e spettatori viene sorpresa dallo scoppio di due ordigni piazzati a pochi metri dal traguardo, Jeff si risveglia in ospedale, dove scopre di aver perso entrambe le gambe nell'esplosione. Nonostante le difficoltà e lo sconforto, il ragazzo decide di collaborare con le forze dell'ordine impegnate nella caccia agli attentatori. Più tardi si sottopone a estenuanti sedute di riabilitazione fisica, che supera grazie al sostegno di Erin e della famiglia. Finché non torna a camminare con l'ausilio di speciali protesi. Oggi Jeff è un simbolo di speranza per i cittadini di Boston e l'America intera. 

 

GENERE: Drammatico, Biografico

 

REGIA: David Gordon Green

 

ATTORI: Jake Gyllenhaal, Tatiana Maslany, Clancy Brown, Miranda Richardson, Frankie Shaw, Maggie Castle, Michelle Romano, Carlos Sanz, Danny McCarthy, Owen Burke

 

DURATA: 119 Min

 

CRITICA: un film che raggiunge il suo obiettivo e suscita l'emozione, senza ricorrere all'enfasi.

Stronger è l'ultimo film di David Gordon Green che racconta la storia vera di Jeff Bauman, magistralmente interpretato da Jake Gyllenhaal, un uomo comune la cui vicenda ha appassionato il mondo intero e lo ha reso simbolo di speranza dopo l'attentato del 2013 durante la maratona di Boston.

Jeff Bauman è un ragazzo energico e vitale che lavora come cameriere in un fast-food. Un giorno, mentre sta guardando la partita con gli amici in un bar, la sua ex ragazza, una giovane infermiera di nome Erin (Tatiana Maslany), entra nel locale per una raccolta fondi per i suoi pazienti e Jeff, intenzionato a riconquistarla, si mostra gentile e disponibile a sostenerla nella sua causa, nonché teneramente impacciato. Il giorno seguente Erin correrà la maratona di Boston e Jeff sarà lì, con tanto di striscione, a fare il tifo per lei. Ma all'improvviso si ode un'esplosione e fra la gente è subito caos, panico e disorientamento, subito dopo un altro scoppio ancora e il terrore dilaga.

Jeff, fra la gente in preda al panico, ha visto uno dei due attentatori in una sequenza piena di tensione dove terrore e orrore esplodono letteralmente: il suono diventa ovattato, il montaggio è frenetico, singhiozzante, la regia alterna e (con)fonde le soggettive del protagonista alle riprese altalenanti della camera a mano, che assume così le “sembianze” di un ulteriore, invisibile, testimone della scena. L'identificazione dello spettatore con il protagonista è resa all'ennesima potenza. Poi immagine e suono si dissolvono completamente fino al nero e al silenzio, e con loro anche Jeff perde i sensi.

La sequenza successiva è come la calma che segue la tempesta, ma è così solo per poco, fin quando lo spettatore non sente il medico dire ai genitori di Jeff che loro figlio è vivo, ce l'ha fatta, ma ha perso entrambe le gambe. Al risveglio Jeff dice di aver visto l'attentatore, divenendo così un eroe per i media e i cittadini, e dovendo sopportare, d'ora in avanti, oltre all'ingente trauma psico-fisico, anche l'enorme pressione mediatica.

Jake Gyllenhaal è strepitoso, impeccabile, semplicemente perfetto in ogni inquadratura: lo vediamo scherzare, piangere, ridere, urlare per il dolore fisico e dannarsi per gli errori commessi in amore, in costante stress tra la madre che non vuole smettere di definirlo eroe e le manifestazioni sportivo-mediatiche cui ella quasi lo spinge a partecipare per mostrarsi come tale. TORNA ALLA HOME PAGE