IL NIDO – the nest giovedì 22, venerdì 23, sabato 24, domenica 25, lunedì 26, martedì 27: ore 21:15 #TheNest Il Nido

 

THE NEST

 

IL NIDO

 

The Nest (Il Nido), il film diretto da Roberto De Feo, segue la storia di Samuel (Justin Korovkin) un giovane ragazzo costretto su una sedia a rotelle che vive con sua madre Elena (Francesca Cavallin) a “Villa dei Laghi” una residenza isolata circondata da boschi. Bloccato nella routine familiare e con il rigoroso divieto di allontanarsi dalla dimora,Samuel cresce apparentemente protetto ma insoddisfatto e irrequieto. Tuttavia, la vita nella Villa è sempre più frequentemente sconvolta da avvenimenti strani ed inquietanti; fino a quando, l'arrivo dell’adolescente Denise (Ginevra Francesconi) scardinerà definitivamente gli equilibri della famiglia, dando a Samuel la forza di opporsi alle restrizioni imposte da sua madre e di cercare la verità sul mondo che lo circonda. Ma Elena non lascerà andare suo figlio così facilmente e sarà pronta a fare di tutto per tenerlo con sé. Perché Elena costringe Samuel a vivere come prigioniero nella sua stessa casa, vietandogli di lasciare la tenuta? Quale mistero nasconde?

 

Genere: Horror

 

Regia: Roberto De Feo

 

Attori: Justin Korovkin, Francesca Cavallin, Ginevra Francesconi, Maurizio Lombardi, Gabriele Falsetta, Massimo Rigo

 

Durata: 107 min

 

Critica: intenti nobili e coraggiosi per un horror d'atmosfera che segna un promettente esordio alla regia.

Un uomo nel cuore della notte cerca di lasciare una villa insieme a bambino poco più che neonato, ma un ostacolo lo manda fuori strada. L'uomo muore sul colpo mentre il bambino si salva e, dieci anni dopo, lo ritroviamo paraplegico, educato da una madre severissima e da un piccolo gruppo di borghesi che però si rifiutano di parlargli del mondo esterno. Le cose iniziano a cambiare quando una ragazzina viene presa a servizio come nuova domestica e Samuel si invaghisce di lei. La giovane lentamente sembra ricambiare e gli fa conoscere per esempio una musica diversa dalla classica che la madre gli ha sempre imposto di suonare. Questa educazione sentimentale si farà via via più dirompente...

L'iconografia della locandina è quella dell'horror, quasi da casa infestata, ma Roberto De Feo, all'esordio nel lungometraggio, sceglie di costruire la tensione lavorando quasi esclusivamente sull'atmosfera e sul mistero.

L'intento è nobile e coraggioso e la messa in scena ha la giusta eleganza per reggere l'impresa, così come il cast ha le facce azzeccate e recita con convinzione la parte, componendo un microcosmo paranoico e sinistro. 

Di The Nest rimane il ricordo di un mondo attentamente fotografato.

Il merito è anche della location, una villa costruita in un parco naturale vicino a Torino e caduta parzialmente in rovina, che la troupe ha risistemato facendone un luogo di schiacciante opulenza. Come ne L'angelo sterminatoredi Buñuel, la borghesia colta e vanesia chiusa in se stessa finisce per implodere. Il tema non è nuovo, l'ultima volta che l'abbiamo visto declinato su schermo è probabilmente Melancholia di Von Trier, ma il registro horror è una scelta particolarmente calzante senza essere qui mai sparata in faccia allo spettatore. Gli elementi inquietanti a tratti sono espliciti, tra un incubo misterioso e un rito sacrificale, ma sono anche confinati in una zona a metà tra sogno e realtà, oppure lasciati così aperti all'interpretazione da rimanere inafferrabili.

Cruciali in un film come questo - dove il ragazzo protagonista è obbligato a suonare classica al piano, mentre la ragazza cerca di farlo maturare con il rock - l'uso delle musiche e qui il contributo di Teho Teardo è come sempre una garanzia. 

Tra gli elementi incongrui che iniziano a segnalare la verità dietro il mondo fin troppo perfetto della villa ci sono le due guardie del confine, che sembrano redneck, gli zotici dell'America rurale sporchi e volgari al centro di titoli come Un tranquillo weekend di paura o Non aprite quella porta. La loro presenza è forse fin troppo rivelatoria, come lo sono le dichiarazioni del regista che si dichiara ispirato da The Village e The Others, ma lo sforzo dedicato alla realizzazione del film rimane indiscutibile. 

Un bel passo avanti per Roberto De Feo, che aveva esordito con un corto ferocissimo intitolato Ice Scream (lo trovate su YouTube), cui aveva fatto seguito un lavoro più simile a The Nest: Child K, dove una situazione raccolta si apriva alla fine con un colpo di scena su un mondo più ampio e tutt'altro che rassicurante. Là la base era un fatto storico, qui invece l'idea di fondo è derivativa di un filone fin troppo cannibalizzato dal cinema recente. La stoffa però non manca.

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