TI PRESENTO SOFIA giovedì 22, venerdì 23: ore 21,15 sabato 24, domenica 25: ore 18,30 – 21,15 #TiPresentoSofia

 

TI PRESENTO SOFIA

 

Gabriele (Fabio De Luigi), ex rocker, ora negoziante di strumenti musicali, divorziato, è un papà premuroso e concentrato esclusivamente su Sofia (Caterina Sbaraglia), la figlia di 10 anni. Quando gli amici gli presentano nuove donne, lui non fa che parlare della figlia, azzerando ogni chance. Un giorno nella vita di Gabriele ripiomba Mara (Micaela Ramazzotti), un’amica che non vede da parecchi anni, che nel frattempo è diventata una dinamica e indipendente fotografa. Al loro primo appuntamento, proprio sul più bello, Mara rivela a Gabriele che non solo non vuole avere figli, ma detesta i bambini. Travolto dalla passione, Gabriele nega l’esistenza di Sofia. Da quel momento, le giornate di Gabriele sono un susseguirsi di assurde manovre per nascondere la presenza della figlia a Mara e viceversa, al punto da trasformare ogni volta il proprio appartamento in funzione di quale delle due andrà a trovarlo.  Ovviamente, le bugie hanno le gambe corte e la messinscena di Gabriele avrà vita breve.

 

GENERE: Commedia

 

REGIA: Guido Chiesa

 

ATTORI: Fabio De Luigi, Micaela Ramazzotti, Caterina Sbaraglia, Andrea Pisani, Shel Shapiro, Chiara Spoletini, Daniele de Martino, Bob Messini

 

DURATA: 98 Min

 

CRITICA: riuscito remake di una fortunata commedia argentina che ci ruba un sorriso e stimola più di una riflessione.

Ti presento Sofia è una commedia sentimentale con uno spirito rock e l’ambizione di andare al di là dei cliché.

Racconta tre personaggi “bloccati” nelle loro certezze: il divorziato Gabriele, convinto che la propria vita si realizzi nel rapporto esclusivo con la figlia; la dinamica e childfree Mara, persuasa che i bambini siano un disturbo alla vita di un adulto e che lei non possa relazionarsi positivamente con loro; Sofia, 10 anni, certa che Mara sia una rovina per il rapporto tra lei e il papà.

In realtà, ognuno a modo suo, hanno tutti e tre paura di mettersi in gioco.

La prima a sbloccarsi, con la libertà e genuinità di cui solo i bambini sono capaci, è proprio Sofia, la cui graduale accettazione di Mara porterà anche gli adulti ad aprirsi, a sperimentare quanto gli altri possono donarti. Magari proprio quello ti manca.

Il film è stato scritto a sei mani, da tre genitori che amano i bambini, ma che hanno cercato di comprendere le motivazioni che sono alla base della scelta di Mara (e di tante donne e uomini), senza giudicarla o pretendere di analizzarla, tanto meno portandola a un forzato cambiamento di rotta, ma neanche sposandone acriticamente la prospettiva.

Allo stesso tempo, il fatto di essere genitori ci ha consentito di avvicinare la realtà di una bambina alle prese con un padre che ne nasconde l’esistenza o con una donna che non sopporta i bambini. Questo ci ha posto di fronte a nuove potenzialità, dove la commedia sconfina nel drammatico. E abbiamo accettato la sfida.

La musica gioca un ruolo fondamentale nel film, sia in quanto collante generazionale, sia in quanto cifra stilistica di tutto il film.

A Francesco Cerasi ho chiesto di ascoltare il rock new wave di Talking Heads, Feelies o Blondie, ma anche di artisti più recenti come LCD Soundsystem, Tv On The Radio o Parquet Courts. Musica positiva, raffinata senza essere seriosa, capace di non prendersi mai troppo sul serio. Una prospettiva auto-ironica che nei brani di repertorio ci ha portato a spaziare dagli Afterhours a KC & The Sunshine Band.

Proprio perché, come nella vita, in un film si può ridere e piangere, riflettere e svagarsi.

Anche se la sceneggiatura è stata scritta da Nicoletta Micheli, Giovanni Bognetti e dallo stesso Guido Chiesa va chiarito che si tratta di fatto di un remake del film argentino Se permetti non parlarmi di bambini! uscito nelle nostre sale nel settembre 2016, tanto che sono stati conservati sia il nome del protagonista che della figlia.

Questo non impedisce di apprezzarne l'adattamento italiano che si avvale delle doti interpretative di De Luigi e Ramazzotti nonché della più che efficace presenza di Caterina Sbaraglia nel fondamentale ruolo di Sofia. Perché è attorno a lei che tutto finisce per ruotare dovendo tener conto del suo bisogno di sicurezza ma anche nella sua determinazione nel tenere il più possibile al di fuori della coppia formata da lei e dall'affettuoso padre. Quando poi si trova costretta a fingersi sorella e non figlia le sue armi si affilano. 

Siamo di fronte a una commedia per la quale viene la tentazione di riutilizzare un termine coniato qualche decennio fa: "malincomica". Perché il tema è di quelli che non si limitano ad abitare il mondo della creatività di scrittura ma sono purtroppo più che mai reali. Da una parte troviamo un padre divorziato che stravede per la figlia al punto di tagliare all'origine qualsiasi possibile altra relazione sentimentale mentre non altrettanto ha fatto la madre che dieci anni dopo è incinta di un nuovo compagno.

Dall'altra abbiamo una donna che si ammanta di un neologismo inglese (childfree) per nobilitare o comunque rendere socialmente apprezzabile il suo detestare chiunque sia definibile come 'bambino'. In mezzo ci sono loro, i bambini appunto. Costretti a crescere in anticipo per reggere senza troppi lividi sull'anima alle varie reazioni nei loro confronti. Sofia li rappresenta tutti strappandoci qualche sorriso ma soprattutto dandoci da pensare.  TORNA ALLA HOME PAGE