UN NEMICO CHE TI VUOLE BENE giovedì 11, venerdì 12: ore 21,15 sabato 13, domenica 14: ore 18,30 – 21,15 #UnNemicoCheTiVuoleBene

 

UN NEMICO CHE TI VUOLE BENE

 

Un nemico che ti vuole bene, il film diretto da Denis Rabaglia, vede protagonista il professore Enzo Stefanelli (Diego Abatantuono). Una notte di pioggia l'uomo salva la vita a un giovane ferito da un'arma da fuoco. In cambio l'uomo colpito (Antonio Folletto), un killer di professione, gli promette di trovare e uccidere un suo nemico, chiunque esso sia. Anche se Enzo insiste nell'affermare di non avere un nemico, il giovane si mette a cercarne uno, creando il caos nella vita del professore. Dapprima scettico, finalmente Enzo apre gli occhi sulla sua vita e sulle persone che lo circondano...

Riuscirà Enzo a individuare il suo vero nemico?

E come si comporterà il killer, ormai diventato il suo unico amico?

E se fosse vero che ognuno di noi ha un nemico da eliminare?

 

GENERE: Commedia, Thriller

 

REGIA: Denis Rabaglia

 

ATTORI: Diego Abatantuono, Antonio Folletto, Sandra Milo, Antonio Catania, Ugo Conti, Massimo Ghini, Andrea Preti, Roberto Ciufoli, Mirko Trovato

 

DURATA: 97 Min.

 

CRITICA: “Un nemico che ti vuole bene", film che alla stregua delle opere più interessanti deve la sua riuscita alla capacità di cambiare forma cinematografica e di restare sempre in bilico tra le diverse opzioni che mette in campo. A partire da quella attinente all'individuazione del nemico da uccidere, che il film, come in un giallo di Agatha Christie, riesce a tenere fino all'ultimo in sospeso, nascondendolo allo spettatore e allo stesso protagonista, costretto ogni volta a rivedere i propri piani e a riconsiderare le proprie posizioni attraverso il continuo rimescolamento di ruoli e di rapporti. Una caratteristica, questa, favorita dalla verosimiglianza con cui la sceneggiatura riesce a fare incontrare i diversi fili narrativi senza compromettere l'intento di cambiare ogni volta l'obiettivo del killer e di riservarsi un colpo di scena finale capace di ribaltare le premesse del film. Fluidità e mutevolezze che, comunque, non sono riferibili a soli contenuti ma parimenti allo stile di recitazione - ritirato e quasi laconico quello del sempre ottimo Abantuono, più spinto e leggero quello di Ghini e Ciufoli - e alla varietà delle atmosfere. Queste ultime ricavate da un'ambientazione che ancora una volta rilancia il principio dell'unità degli opposti nel momento in cui alla foresta cupa e tenebrosa della sequenza iniziale subentrano gli scorci illuminati e pittoreschi offerti dalla bellezza della costa pugliese, a cominciare da quelli del suo capoluogo.

Di certo la genialità delle battute di Abatantuono e la sconcertante ingenuità della Milo giocano un ruolo importante nella riuscita di un film piacevole ma non scontato, abitato da una follia alla Moretti, ma anche a tratti da una nostalgia un tantino Felliniana. Bisogna riconoscere a Denis Rabaglia il merito di aver saputo spingere tutti i suoi attori verso la giusta direzione.  TORNA ALLA HOME PAGE