A CENA CON IL DITTATORE  lunedì 27, martedì 28, mercoledì 29: ore 21:00 #acenaconildittatore

A CENA CON IL DITTATORE

 

 A cena con il dittatore mette in scena un episodio immaginario ma storicamente plausibile.

Nel lussuoso e iconico Hotel Palace di Madrid, il regime franchista organizza una cena celebrativa in onore del generale Franco. Per ironia della sorte, però, i migliori cuochi della città si trovano in prigione in quanto oppositori del regime e, per l’occasione, vengono immediatamente scarcerati. Mentre sono costretti a cucinare per il potere che li ha sconfitti, i protagonisti tramano alle spalle dei commensali una portata speciale: la loro fuga.

Tra tensione, equivoci e solidarietà, il film mostra come anche nei momenti più bui possano nascere gesti di coraggio, ingegno e speranza. Ispirato alla pièce La cena de los generales di José Luis Alonso de Santos, A CENA CON IL DITTATORE riunisce un cast di grandi interpreti del cinema spagnolo contemporaneo: Mario Casas (Premio Goya per Non uccidere), Alberto San Juan (due volte Premio Goya), Asier Etxeandia e Nora Hernández, affiancati da un ampio ensemble di attori, e porta sul grande schermo una vicenda che intreccia satira politica, tragedia storica e humor nero in un racconto corale ambientato nell’arco di una sola giornata, trasformata in una vera e propria “bomba a orologeria” narrativa.

 

Genere: Commedia

 

Regia: Manuel Gómez Pereira

 

Attori: Mario Casas, Alberto San Juan, Asier Etxeandia, Nora Hernández, Oscar Lasarte, Martín Páez, Elvira Mínguez, Toni Agustí, Eleazar Ortiz, Carlos Serrano, Carmen Balagué, Antonio Resines, Sofía Kofoed, Xavi Francés, Sergio Caballero

 

Durata:106 min

 

Critica: Un film dal deciso affondo politico. un cinema vecchia scuola che è sempre un piacere da guardare.

Madrid, 1939. Sono trascorse appena due settimane dalla fine della Guerra Civile e il generale Franco ordina di organizzare una cena celebrativa presso l'ex lussuoso Hotel Palace, ora in funzione come ospedale di fortuna. Il giovane tenente Santiago Medina e il meticoloso maître dell'albergo Genaro Palazon sono i responsabili dell'evento, ma il tempo è poco e i preparativi molti e davvero complessi. Tanto per cominciare l'intera brigata di cucina si trova in carcere perché tutti “rossi” e repubblicani. Trovare nella giornata altri chef a piede libero? Impossibile, dato che “tutti i migliori chef di Madrid sono di sinistra”. Medina e Genaro ottengono il rilascio temporaneo della brigata proprio istante qualche prima della fucilazione; i patti sono chiari, un giorno di libertà per preparare un banchetto da Re. I preparativi sembrano procedere senza intoppi, ma i cuochi vogliono approfittare dell'occasione per salvarsi la pelle e ideare un rischioso piano di fuga.

A cena con il dittatore di Manuel Gómez Pereira prende a piene mani dalla tradizionale commedia grottesca spagnola, da quell' humor negro che ha caratterizzato i primissimi film spagnoli di Marco Ferreri, in stretta collaborazione con lo sceneggiatore Rafael Azcona, a sua volta collaboratore di Luis García Berlanga. Si ride dei potenti e si ride dei poveracci, senza esclusione di colpi, in un clima frizzante che alleggerisce il tragico contesto sociopolitico. La confezione estetica e la gestione degli spazi, al contrario, ricorda a tratti il raffinato cinema classico hollywoodiano alla Lubitsch e in alcuni momenti quella commedia all'italiana del secondo dopoguerra in cui i protagonisti cercavano di cavarsela nelle situazioni più spinose e delicate. Tratto dalla commedia teatrale La cena de los generales di José Luis Alonso de Santos (adattata dal regista con Joaquín Oristrell e Yolanda García Serrano), il film non si fa problemi a mettere in ridicolo l'uomo in divisa e ciò che rappresenta, ma al contempo non si fa nessuno scrupolo a mostrare un fascista che uccide a sangue freddo chi gli si mette contro.

In un momento storico segnato da guerra, fama e povertà, Franco impone l'organizzazione di una grande cena in quello che, di fatto, era diventato un ospedale. Mentre fuori dalle mura dell'albergo si muore di fama, per il banchetto compare magicamente un camion colmo di prelibatezze, tra cui prosciutti, polli, carne di vitello e addirittura gli introvabili frutti di mare. La cena assume così un forte valore politico, un atto di violenta oppressione e smisurata arroganza. La lotta della brigata di cucina, di conseguenza, diventa resistenza partigiana. Un conflitto che si allarga nei confronti degli acerrimi nemici e fedelissimi del caudillo; i camerieri di sala.

A cena con il dittatore è una commedia piacevole scritta con intelligenza e messa in scena con misura, capace di muoversi con disinvoltura tra registro satirico e tensione drammatica. Il film perde di ritmo e tensione nell'ultimo atto, proprio quando la vicenda dovrebbe ingranare la marcia trasformando la cena in una sorta di  Fuga per la vittoria a tavola. tuttavia, il film esprime il meglio di sé nella dimensione politica, il confronto tra la Spagna franchista e quella contemporanea viene condotto con grande puntualità, senza appesantire il discorso e insistere più del dovuto nella caricatura. La Storia del paese come specchio deformante del presente, e non nostalgia. “Nella Spagna di Franco non c'è spazio per quelli come me”, dice sconsolato uno dei protagonisti in una battuta che sintetizza alla perfezione il cuore tematico del film. TORNA ALLA HOME PAGE