FRATELLI SI DIVENTA. Omaggio a Walter Bonatti, l'uomo del Monte Bianco Rivergaro - giovedì 6 luglio: ore 21:15 entrata libera fino ad esaurimento posti. presenti all’evento il regista ALESSANDRO FILIPPINI e il geologo RICCARDO MOZZI

 

FRATELLI

SI DIVENTA

 

 omaggio a Walter Bonatti

l'uomo del Monte Bianco

 

Fratelli si diventa. Omaggio a Walter Bonatti, l'uomo del Monte Bianco” è un film di Alessandro Filippini e Fredo Valla. Al centro, il ritratto del personaggio simbolo dell’alpinismo mondiale, delineato da Reinhold Messner, che ha raccolto il testimone di Bonatti sulle montagne più alte della terra, in un'ideale staffetta fra due generazioni. I due alpinisti sono legati da un rapporto profondo e non privo di dissapori. Nel documentario si confrontano in un faccia a faccia serrato, condividendo la loro visione dell’alpinismo e dell’avventura, “scoprendosi appunto fratelli”. Nel film vengono ripercorse alcune delle più importanti imprese di Bonatti (la solitaria alla nord del Cervino e al Dru, la via aperta con Ghigo al Gran Capucin, il Pilier d’Angle e il tentativo al Pilone Centrale del Freney), a partire da quella sul K2 e sul Gasherbrum IV, testimoniate dalle immagini dei film “Italia K2” di Marcello Baldi e “G-IV. Montagna di luce” di Renato Cepparo, rese disponibili grazie alla Cineteca del Cai.

 

Genere: Documentario

 

Regia: Alessandro Filippini, Fredo Valla

 

Con: Walter Bonatti, Reinhold Messner

 

Durata: 58 min

 

Critica: Fratelli si diventa”, il film sull’amicizia tra Bonatti e Messner

Il film è diviso in due parti: nella prima compaiono Messner, Bonatti e Riccardo Cassin a casa di quest’ultimo per festeggiarne i 100 anni. Nella seconda, è ripreso il dialogo fra Messner e Bonatti, in occasione delle celebrazioni dei 50 anni dalla prima salita al Gasherbrum 4 (1958-2008) nella casa di Dubino di quest’ultimo.

«Molto emozionante questo dialogo in cui si toccano le ragioni profonde dell’alpinismo nella sua dimensione più umana e culturale, vera e propria forma di esplorazione di se stessi, innanzitutto, il senso dell’avventura intesa come un andare verso l’ignoto con curiosità ma anche paura. Paura, che è un sentimento fondamentale, fondamento stesso del coraggio», ha commentato Pamela Lainati, della Cineteca del Cai.

A quasi dieci anni dalla scomparsa di Walter Bonatti la storia tra il grande alpinista e il Monte Bianco continua ancora, non più soltanto nel ricordo di coloro che lo hanno conosciuto o di coloro che hanno rivissuto le sue gesta attraverso i libri che l’alpinista aveva scritto. Da oggi, infatti, è possibile conoscere le avventure, ma soprattutto il pensiero di Bonatti, attraverso il film “Fratelli si diventa”.

 

«Io e Walter ci siamo incontrati emozionalmente già negli anni ’70, poi però siamo entrati in contrasto per colpa di qualcosa che non era nelle nostre teste, ma di altri. Poi ci siamo riuniti, spiega Messner, perché gli alpinisti hanno lo stesso sentimento per la montagna, la stessa sensibilità. È importante che i giovani si ricordino che l’alpinismo tradizionale è un'altra cosa, non bisogna dimenticarlo. Non è la gara di arrampicata che abbiamo visto alle Olimpiadi, quella non c’entra niente con l’alpinismo. Anche se è difficile difenderlo, perché è pericoloso. Però gli alpinisti non vanno in montagna per morire, ma per imparare l’arte di non morire nonostante l’asperità del luogo»

 

Alessandro Filippini e Fredo Valla, i curatori della pellicola, hanno saputo trasmettere l’essenza dei ricordi e degli insegnamenti di Bonatti attraverso la profonda amicizia che lega il protagonista del film ad un altro grande alpinista, Reinhold Messner. Ed è proprio lui, il “fratello” di sempre, a fare il “cicerone” della vita alpinistica e non solo di Bonatti; raccontando episodi alpinistici, sentimenti comuni sull’alpinismo di ieri e di oggi e le emozioni che i due hanno vissuto durante le loro imprese. Gli interventi di Messner riescono ad intrecciare i video che riportano alla memoria istanti della vita di Bonatti, momenti della loro amicizia e alcuni dialoghi pubblici e privati tra i due grandi della montagna che ora costituiscono un grande lascito per i giovani alpinisti che vogliono sperimentarsi in quello che più volte Messner stesso ha definito “l’alpinismo tradizionale.” TORNA ALLA HOME PAGE